SMS del lunedì “BUONGIORNO e buon lunedì a tutti! Oggi sono pendolare a quattro ruote con destinazione Avellino…cercando di portare solocosebelle a chi è meno fortunato di noi : )”
Dopo circa un’oretta di macchina, a rilassarti al volante con la tua musica preferita, arrivi in quel posto sperduto tra le montagne, per quella che sarà l’ennesima giornata di lavoro. Eppure, ogni volta, hai come l’impressione che sia sempre la prima volta. Entrano in ambulatorio uno per volta, accompagnati dall’infermiere di turno. Te li ritrovi davanti con l’aria preoccupata di chi non sa cosa li aspetta e intimoriti da quel camice bianco che indossi. Cerchi di spiegargli che si tratterà solo di una chiacchierata informale, in cui dovranno fare dei “giochini” e rispondere a delle domande. Non c’è voto, non c’è giudizio e non c’è neanche diagnosi. E se non capiscono o sono stanchi, basta dirlo, tutto finisce. Glielo dici sempre col sorriso, anche se quel giorno ti sei svegliata con la luna di traverso o sei angosciata da un tuo problema. In quel momento non conta più. Perché loro, finalmente tranquillizzati e raccolti nei loro pigiami e nelle loro vestaglie, hanno deciso di fidarsi di te e di mettersi nelle tue mani, proprio come dei bambini indifesi, che ti guardano e ti ascoltano sgranando gli occhi.
Ma tutto dura poco, perché ti basta scrivere il loro anno di nascita sul protocollo, per sentirti tu, infinitamente piccola guardando chi la vita l’ha vista davvero passare davanti.
E tu ti sforzi a mantenere il distacco, provando a non sentire le loro voci e a farti scivolare addosso i loro racconti. Ma a parlarti sono i loro occhi, i loro volti. Ogni piega sul loro viso racconta la storia di una vita, che è sempre diversa. Vite segnate da lacrime e sofferenza, vite che sembrano romanzi d’avventura, vite completamente diverse da come si erano immaginate, vite di sogni diventati realtà, vite che, nonostante tutto, si sono imposte sul dolore almeno per il “semplice” fatto di essere andate avanti ed essere state vissute.
Tutto si esaurisce in poco più di 30 minuti. Ma in quei pochi minuti loro sono riusciti a vedere oltre quel camice bianco che indossi e hanno deciso che, per quel giorno, tu dovevi essere il loro confidente preferito. E ti senti una privilegiata, perché passati quei 30 minuti non saprai più niente di loro, ma ti ritrovi con un bagaglio di emozioni che ti riempiono il cuore.
E ogni volta, quando finito il tuo lavoro chiudi la porta dell’ambulatorio e lasci alle tue spalle l’ingresso della clinica per tornare a casa, la sensazione è sempre la stessa: quello che hai ricevuto è sempre mille volte di più di quello che hai dato.
“…where you can live in the love of the common people
Smiles from the heart of a family man
Daddy’s gonna buy you a dream to cling to
Mamma’s gonna love you just as much as she can, as she can…”
Paul Young - Love of the common people
