lunedì 23 marzo 2015

BARCOLLO, MA NON MOLLO!


SMS del lunedì “Mattinieri curiosi BUONGIORNO!!! Solo chi combatte arriva alle cose belle ; ) Buon inizio a tutti!”



Le soddisfazioni arrivano. Presto o tardi, ma arrivano. E più è alta la montagna da scalare, più la fatica è intrisa di sudore, più sono forti le emozioni e le gioie legate a un successo. La sensazione di angoscia e di soffocamento diventa lontana e quasi ingiustificata, lasciando il posto a un senso profondo di appagatezza. Non ci sono situazioni facili, come non ci sono situazioni difficili. C’è solo la realtà, così come si presenta a noi, con tutte le sue mille contraddizioni. E c’è soprattutto qualcosa in cui credere. Ci raccontano che i sogni sono solo dei bambini, che quando si cresce si smette di sognare per vedere le cose reali. Io forse sono rimasta bambina. O forse no. Continuo a sognare tutti i giorni. Ma non sono i sogni che facevo da bambina, i miei sono i sogni “da grande”, quelli della e per la vita. Chi non ne ha prova a rubarceli, a farne brandelli da offrirci per asciugare le lacrime e curare le ferite, illudendosi di farci del male e poter prendersi un pezzo della nostra vita. In realtà un sogno non si infrange nella quotidianità, non si esaurisce nel cinismo, ma smette di esistere solo quando noi non crediamo più in esso.

Essere padroni del nostro sogno significa non scendere mai a compromessi, non mettere mai la nostra vita nelle mani di qualcun altro, fino a quando il sogno non diventa realtà, facendoci finalmente assaporare il nostro giorno di gloria. Per poi trovare un altro sogno in cui credere e ricominciare a vivere.


“…people keep talking they can say what they like
 but all I know is everything's gonna to be al right…”
Alicia Keys - No one 

lunedì 16 marzo 2015

NON È FINITA FINCHÉ NON È FINITA


SMS del lunedì “BUONGIORNO mattinieri! È lunedì e inizia una nuova settimana…della serie cicli e ricicli storici, cicli e ricicli di solocosebelle ; ) Buon inizio a tutti! ”
Era il 13 giugno del 2006 quando, durante un colloquio di lavoro, una persona che conoscevo appena, dopo aver chiacchierato con me per un pomeriggio intero e sapendo che forse non mi avrebbe più rivista mi disse: “You are brave”, tu sei una persona coraggiosa. A distanza di quasi dieci anni quelle parole risuonano ancora nella mia mente come se fosse ieri.

Non so dire se l’etichetta della persona coraggiosa mi si addice davvero. A essere onesta, il mio stereotipo di coraggio è infinitamente lontano dal mio modo di vivere e di affrontare la vita. Ma sicuramente, con la stessa onestà, devo ammettere che non sono certo una a cui piacciono le situazioni semplici. Mi è capitato spesso di andare un po’ controcorrente ed essere costretta a dovermi districare in situazioni non propriamente lineari in cui ritrovare il bandolo della matassa non è stata cosa banale. Ma, in un modo o nell’altro, ne sono sempre uscita fuori.

Il contorsionismo esistenziale è alla fine un tratto che mi appartiene. E forse è proprio di questo che ho bisogno: mettermi continuamente in discussione e vivere ogni giorno sul filo dell’equilibrio per raggiungere un obiettivo e inseguirne subito un altro.

Forse in una cosa sola sono stata davvero coraggiosa: aver deciso di vivere la vita e non la sua caricatura.


“…so many tears I've cried
so much pain iside
but baby it ain't over 'til it's over…”


                                          Lenny Kravitz -  It ain't over 'til it's over

lunedì 9 marzo 2015

APPUNTI DI VIAGGIO


SMS del lunedì “…che sia in treno o in macchina, a piedi o in autobus, ogni viaggio è sempre una nuova avventura alla ricerca di solocosebelle! Buon inizio di settimana a tutti : )”


Era un sabato mattina come tanti altri, alimentato soltanto da quella caotica frenesia di una partenza, che per me era ormai diventata una routine. Le valigie già sulla porta, i saluti di rito e quel biglietto che stringevo forte tra le mani, come fosse la chiave d’accesso di un mondo misterioso.
Eccolo finalmente, quello scorcio di sole che si rifletteva su un finestrino dalla cui piccolezza si scorgevano monti, mari, vallate, città affollate e strade deserte. E poi lui, il mio onnipresente compagno di ogni avventura, un quaderno bianco che in questo viaggio perenne si riempiva, con un ritmo irregolare, di simboli e segni che noi, semplici e piccoli mortali, siamo soliti chiamare parole.
Cominciava così un altro viaggio, quello che tutti pensavano mi riportasse verso una meta ben definita, con un obiettivo preciso. E invece era il “mio” viaggio, su un treno qualunque, preso in una stazione qualunque, che mi portava in un posto qualunque. Era questo un lungo pellegrinaggio che mi avrebbe portato là dove tutto è possibile, in quella “terra di nessuno”, dolce e paradisiaca oasi di tutte quelle anime sole e tristi che, perdutesi nel grande oceano della vita hanno invocato spiriti e demoni affinché gli indicassero una nuova rotta che li portasse in quel mondo puro e incontaminato.
Guardavo al di là della coltre biancastra e opaca delle nuvole, dove si imponeva prepotente uno scorcio di azzurro…
Mi aspettava, cielo o mare che fosse, comunque infinito, aspettava chi come me ha voglia di sconfinare, di perdersi in un soffio di vento che ti porta al di là di tutto. E dopo questo? Il niente, pensi tu, e invece ti accorgi che così non è. Qui ogni cosa cambia senso, stravolge il suo essere per diventare un tutt’uno con ciò che lo circonda; così che un falco che appare sorvolando il cielo, si imprime nel cielo stesso, come un dipinto che immortala la speranza di un volo migratore, e lì vi rimane per l’eternità. E lì in mezzo ci sei anche tu, libera finalmente, leggera e pronta a seguire il vento su una strada che in realtà non esiste, che ti porta in ogni posto e da nessuna parte, perché è fine e inizio allo stesso tempo.


“…seconda stella a destra, questo è il cammino
e poi dritto fino al mattino,
poi la strada la trovi da te, porta all’isola che non c’è…”

                                                                  Edoardo Bennato – L’isola che non c’è