SMS del lunedì “Buongiorno Mattinieri! Anche
quello che nasce da una lacrima non è detto che non sia buono. Solocosebelle a
tutti per questa nuova settimana e per la vita che verrà!”
Il tempo a volte scorre veloce. Si dice che sia il miglior alleato per
mitigare dolori e delusioni. E invece, il vuoto in fondo al cuore resta per
sempre. E fa male. Adesso come allora, come se tutto il tempo non fosse mai
passato.
La morte, purtroppo, è un problema di chi resta e non di chi se ne va. Parlarne
è spesso un tabù e suscita, nei confronti di chi lo fa, diffidenza e antipatia,
additandolo persino come un pessimista cosmico e adulatore della malasorte. Eppure,
nolenti o volenti, dobbiamo accettare il fatto che la morte fa parte della vita
e ne segna il suo punto finale. Prima lo accettiamo, prima saremo pronti ad
affrontare la paura per la nostra dipartita. Quello a cui invece non ci si
abitua mai, è quando ad andarsene per sempre è una persona cara. Il vuoto che
ci lascia rimane incolmabile. Il tempo serve solo ad abituarsi alla sua
presenza, ma non a riempirlo. E forse anche questo fa parte della natura umana.
A prescindere dalla credenze etiche e religiose, dai proclami scientifici della
razionalità e dai misteri dell’ultraterreno, è proprio grazie a quel dolore che
manteniamo vivo il contatto con chi ci lascia. Il ricordo vive attraverso la nostra malinconia e si alimenta con le
nostre lacrime.
“What can I do
When the bird's got to die
What can I do
When she’s too weak to fly
What can I do
When she's calling my name
She’s crying
Mama, Help me to live
What can I do”
When the bird's got to die
What can I do
When she’s too weak to fly
What can I do
When she's calling my name
She’s crying
Mama, Help me to live
What can I do”
Antony and the
Johnsons – What
can I do