lunedì 29 aprile 2013

SENZA DIFESE


SMS del lunedì “Finito il weekend lungo da turista, inizia una nuova settimana di lavoro…in qualunque posto voi siate buon lunedì e solocosebelle : )”
Freud diceva che quando il nostro Io si sente minacciato dal giudizio esterno mette in atto i cosiddetti “meccanismi di difesa dell’Io”. E questo avviene sistematicamente quando ci troviamo a interagire con persone familiari o amiche. Proprio perché il loro giudizio conta e pesa molto di più rispetto a quello di un estraneo, in maniera quasi inconsapevole, tendiamo a nascondere i nostri difetti per cercare di mostrare il nostro lato migliore. In realtà il giudizio vero di cui abbiamo paura è quello di noi stessi. Gli altri rappresentano il più delle volte solo il nostro specchio, quello su cui noi proiettiamo gioie e paure. Attraverso il giudizio degli altri non facciamo altro che giudicare noi stessi e sempre più spesso ci accorgiamo di non conoscerci mai abbastanza. Alziamo barriere e infrastrutture mentali che invece di avvicinarci e unirci alle persone che amiamo ce le allontanano.

Ma basta trovarsi in un posto lontano, con persone nuove per abbattere le nostre difese e sentirci veramente liberi. E in quel momento ti rendi conto di come non ci sia un migliore o un peggiore, di come non esistano più pregi e difetti, ma solo modi di essere. E quello che ti resta è l’emozione che un'altra persona riesce a comunicarti. E non è un caso che solo chi si mostra unicamente per quello che è e viene accettato come tale, ritorna sempre.

Non possiamo cambiare o modificare il nostro modo di essere. Possiamo solo imparare a conoscerci e a capirci, provando più semplicemente a essere persone migliori.


“…sarà la musica che gira intorno
quella che non ha un futuro
sarà la musica che gira intorno
saremo noi che abbiamo nella testa
un maledetto muro…”

                                        Ivano Fossati - La musica che gira intorno

sabato 20 aprile 2013

GRAZIE!!!

Eccezionalmente uso il blog a scopo personale per ringraziare tutti quelli che oggi si sono ricordati di me...


...grazie a chi era con me ad aspettare la mezzanotte
...grazie a chi non è potuto venire
...grazie a chi mi ha telefonato
...grazie a chi mi ha messaggiato
...grazie a chi mi ha scritto
...grazie a chi mi ha semplicemente pensato



.... siete tutti voi le mie COSEBELLE : )


         


lunedì 8 aprile 2013

IL VALORE DI UN SORRISO


SMS del lunedì “Buondì a tutti i mattinieri e non. Finalmente la neve si va sciogliendo, i raggi del sole si intiepidiscono e l’aria si appoggia sul viso senza più tagliarti il respiro…e la gente se ne accorge e ti sorride anche se non ti conosce : ). Buon inizio di settimana a tutti e che siano sempre solocosebelle”
Una stazione semi deserta, sguardi distratti o perduti nel vuoto, attimi scanditi da un tempo che sembra non bastare mai. È tardi. Il tuo treno è già pronto sul binario e ti aspetta. Tu lì sopra non ci vorresti salire, ma ti aspetta. Come ti aspetta una lunga settimana, lontana dai tuoi affetti, lontana dalla tua casa, lontana dai tuoi sorrisi. Allunghi il passo perché sai di non avere alternativa. È tardi. E tu devi ancora fare il biglietto. Scegli la solita macchinetta self-service. Anonima, fredda, inanimata. Lui si avvicina, prova a spiegarti come funziona. Gli dici, quasi infastidita, che lo sai già, che la usi tutte le settimane. Allora rimane lì accanto e comincia a mettere una dietro l’altra tutta una serie di frasi. Tu neanche lo stai ad ascoltare e riconosci solo un accento straniero. È tardi. Premi le opzioni proposte dal monitor ormai con l’automaticità dell’abitudine. Sai dove devi andare, anche se non lo vorresti. E mentre il biglietto viene stampato ti volti verso di lui. E in quell’attimo, non è più tardi. In quello sguardo vedi la vita di chi si mette davvero in gioco, di chi ha conosciuto la disperazione e la povertà, di chi quella vita, sta provando a cambiarla e a migliorarla. Riesci a leggere la nostalgia, quella vera, per la propria terra; il dolore, quello vero, per l’indifferenza; le lacrime, quelle vere, della solitudine. Ma vedi anche la voglia di riscatto, la speranza che non si è ancora spenta. E la dignità di un uomo che rifiuta i pochi spiccioli che gli porgi. Non lo capisci quel gesto. Poi guardi l’orologio della stazione che segna le 6.10. È di nuovo tardi. Devi andare.

E lui che ti dice in un italiano incerto“io per oggi sono già stato pagato, sai perché?”

Tu lo guardi perplessa…lui ti risponde “perché oggi ho ricevuto il tuo sorriso


“…it’s the end of the world as we know it
it’s the end of the world as we know it
it’s the end of the world as we know it and I feel fine
I feel fine…”

                                                       R.E.M. - It’s the end of the world as we know it