SMS del lunedì “BUONGIORNO
mattinieri! Oggi iniziamo la settimana con una riflessione letteraria, perché nella
letteratura, come nella vita, saper cambiare idea è un modo per scoprire
solocosebelle ; ) Buon inizio a tutti!”
Circa due settimane fa,
passeggiando per le strade di una Roma semideserta all'ora di pranzo di un
sabato mattina, sono passata davanti alla Mondadori vicino casa e, come mi
succede ogni volta che mi trovo in prossimità di una libreria, sono stata colta
da un attacco di shopping compulsivo. Così, dopo circa una buona mezz'ora a
passare in rassegna ogni singolo scaffale, mi sono presentata in cassa con il
mio bel malloppozzo di libri. Il caso ha voluto che, in mezzo al Faust, Addio alle armi, La figlia del
capitano e La nausea, mi sia
capitato tra le mani Siamo solo amici di
Luca Bianchini.
Tra i contemporanei è il meno
peggio, o, per dirla in modo carino, è il più leggibile...vabbè, diciamo che è
quello che preferisco!
Chi segue il blog, sa come io sia
cresciuta tra le pagine dei grandi classici della letteratura e come questa mia
predilezione, mi abbia portato a sviluppare un grande scetticismo verso la
narrativa contemporanea. Fino a ora ne salvo solo due: L'anima è un lenzuolo bianco di Aurora Venturini e La meccanica del cuore di Mathias
Malzieu. Lo scorso anno ho letto Io che amo solo te e a seguire La cena di Natale, entrambi di Bianchini. Li ho apprezzati molto, comunque più di
molti altri contemporanei, ma non sono bastati per aggiudicarsi il podio
mancante tra i miei sopravvissuti contemporanei.
In realtà, conoscendo i miei
gusti letterari, ho trovato anche abbastanza bizzarro il fatto che sia stata
attratta per ben tre volte dai romanzi di Bianchini, che sembrano avere, almeno
apparentemente, delle trame banali e frivole, così lontane dai miei gusti
personali. Ma dopo aver letto Siamo solo amici ho, quasi
magicamente, capito il perché di questa “strana attrazione”. Forse non è stato
solo un caso se quella mattina in mezzo a quattro classici, ho scelto di
acquistare proprio Siamo solo amici.
Come non è stato un caso se l’anno scorso ho comprato in stazione Io che amo solo te, perché avevo appena
finito di leggere I dolori del giovane Werther e avevo bisogno di un libro che mi facesse compagnia durante le mie
cinque ore di viaggio. Sicuramente Bianchini non sarà mai tra i miei preferiti
di tutti i tempi. Ma devo riconoscergli il merito di essere riuscito a far
cambiare idea anche a una classicista convinta come me. Le sue storie possono
anche sembrare banali, ma riescono a trascinarti dentro perché sono scritte con
il cuore. E questo, un lettore attento sa capirlo al volo. Ad oggi sono in
tanti a fare gli scrittori e sono pochi quelli che lo sono davvero. Secondo il
mio umile e personale parere, Bianchini è uno di questi pochi.
…chapeau Luca!
“…c’è gente che ama mille cose
e si perde per le
strade del mondo…”
Sergio
Endrigo – Io che amo solo te

