lunedì 14 novembre 2016

JE SUIS LE MONDE



Parigi, 14 Novembre 2015, ore 02:15am.
Provo a scrivere, ma la mente è miseramente annebbiata. Non è come quando leggo un romanzo, non è come quando lo scrivo e non è nemmeno come quando sento una notizia al TG di un posto lontano. Oggi fantasia e realtà si fondono insieme e ci sono anche io nel mezzo. Ero a dieci minuti a piedi da Place de la Republique ieri sera alle 20.30. Ero felice della mia nuova casa parigina, proprio nel cuore della città. Poi ho deciso di ritornare nella vecchia casa e organizzare il trasloco per il giorno dopo. È stata mia madre a darmi la notizia per telefono, mi ha detto “Non uscire!”.  Ho acceso la TV e ho capito subito che era l’inferno. E che era lì fuori.


Quella notte sono riuscita a scrivere solo queste poche righe. Poi il black-out si è impossessato della mia mente, del mio cuore e della mia anima, rimanendo impotente soltanto alle lacrime che non smettevano di scendere.
Mi sono sentita inutile e impotente davanti a quelle immagini di terrore allo stato puro: uno, due, tre, quattro attacchi. E poi ancora. In una babele di spari, bombe, kalashnikov e soprattutto sangue.
Quello rimasto per giorni sulle vetrine del Carillion e del Petit Camboge. Quello dell’eccidio dentro il Bataclan. Quello che resterà indelebile nelle ferite dell’anima. È stato un massacro. Né più né meno
di quanto successo a Bruxelles, o in Costa d’Avorio, o a San Bernardino, o a Raqqua, o a Beiurut, o a Orlando, o a Istanbul, o a Dhaka, o a Bagdad, o in qualsiasi altro angolo di mondo dove la morte prende il posto della vita. Ma quella volta di un anno fa, è stato qui. Nel cuore dell’Europa, della nostra Europa. In un posto dove, nell’immaginario comune, la guerra non esiste. I morti di Parigi non sono diversi dai morti che tutti i giorni cadono sotto la falce di un nemico incomprensibile. Ma, per chi li ha vissuti da vicino, sono stati pesanti come dei macigni perché ci hanno messo davanti una realtà a cui in tanti, troppi, voltavamo le spalle, perché lontana. E invece è venuta a cercarci fin sotto casa con le sembianze di ragazzi di 20 o 30 anni, usati per diffondere terrore da chi profana la loro disperazione, guardandosi bene dallo schierarsi in prima fila in nome di un dio redentore. Altre vite, spezzate e gettate dritto all’inferno dai demoni della terra, che a pensarci portano nel cuore una pena tanto forte e grande quanto il dolore lasciato dagli innocenti volati in cielo senza alcuna colpa.
Vorrei che tutto rimanesse fermo a quella notte, che i martiri di Parigi fossero gli ultimi da ricordare, senza ritornare ogni giorno come fantasmi di un passato che diventa presente. Vorrei che le bombe e gli spari fossero solo quelli che, da quel venerdì sera, vengono quasi ogni notte a bussare nei miei sogni. Vorrei continuare a incontrare ogni giorno un cattolico che mi racconta di aver sposato una donna di religione musulmana e aver creato con i loro figli la più bella famiglia del mondo. Vorrei continuare a incontrare tanti Hany, Iba, Lily, Rose, rispettivamente egiziano, tunisina, libanese e americana, e continuare a chiamarli Amici. Vorrei continuare a credere nel mondo bello che vedo e non in quello brutto che vogliono farci vedere.

Perché come tutte le guerre, anche questa passerà, facendo rinascere dal fango e dalle macerie dell’odio una voglia di vivere ancora più forte, alimentata dal ricordo lasciato da una ferita sempre aperta.


“…all we are saying
     is give peace a chance…”
                                        John Lennon – Give peace a chance




lunedì 3 ottobre 2016

LA TRASPARENZA DELL'ESSERE

SMS del lunedì “Buongiorno Mattinieri! Arriva l’autunno portando con sè i dubbi esistenziali e la smania a filosofeggiare come se non ci fosse un domani...”

...e poi c’è una situazione “grigia”, di quelle che “non è” anche se sai benissimo di
cosa sia fatta. È il tuo stato di libertà mentale che ti vizia e ti confonde, che ti fa credere che tutto sia possibile solo per il semplice fatto di riuscire a pensarlo. E il niente diventa il tuo tutto quando imprigiona nell’anima attimi di vita, semplici e apparentemente insignificanti, che irrompono fino in fondo al cuore, lasciandoti una gioia dal retrogusto amaro.

Solo voglia di compagnia a intermittenza, di attenzioni dimenticate e di legami non voluti. Solo una finestra su un altro pezzo di mondo che entra nella tua vita, senza riuscire a possederla.


“…I'm a man with a one track mind
     So much to do in one life time
    Not a man for compromise and where's and why's
   and living lies
   So I'm living it all
   And I'm giving it all…”


Queen – I want it all

lunedì 1 agosto 2016

QUELLI DELL’ALDIQUA



SMS del lunedì “Buongiorno Mattinieri! Anche quello che nasce da una lacrima non è detto che non sia buono. Solocosebelle a tutti per questa nuova settimana e per la vita che verrà!”


Il tempo a volte scorre veloce. Si dice che sia il miglior alleato per mitigare dolori e delusioni. E invece, il vuoto in fondo al cuore resta per sempre. E fa male. Adesso come allora, come se tutto il tempo non fosse mai passato.

La morte, purtroppo, è un problema di chi resta e non di chi se ne va. Parlarne è spesso un tabù e suscita, nei confronti di chi lo fa, diffidenza e antipatia, additandolo persino come un pessimista cosmico e adulatore della malasorte. Eppure, nolenti o volenti, dobbiamo accettare il fatto che la morte fa parte della vita e ne segna il suo punto finale. Prima lo accettiamo, prima saremo pronti ad affrontare la paura per la nostra dipartita. Quello a cui invece non ci si abitua mai, è quando ad andarsene per sempre è una persona cara. Il vuoto che ci lascia rimane incolmabile. Il tempo serve solo ad abituarsi alla sua presenza, ma non a riempirlo. E forse anche questo fa parte della natura umana. A prescindere dalla credenze etiche e religiose, dai proclami scientifici della razionalità e dai misteri dell’ultraterreno, è proprio grazie a quel dolore che manteniamo vivo il contatto con chi ci lascia. Il ricordo vive attraverso la nostra malinconia e si alimenta con le nostre lacrime.


What can I do
  When the bird's got to die
  What can I do
  When she’s too weak to fly
  What can I do
  When she's calling my name
  She’s crying
  Mama, Help me to live
  What can I do
                     Antony and the Johnsons – What can I do

lunedì 25 luglio 2016

COME TOGETHER!


SMS del lunedì “Buongiorno Mattinieri! Tra le COSE DA FARE della settimana, non dimenticate di spuntare la casella ESSERE FELICI!”

Il mondo in cui viviamo sta cambiando e, purtroppo non in meglio. La mente umana, per una forma di istinto di sopravvivenza, è evolutivamente pensata a ricordare meglio gli eventi negativi per poterli, in teoria, evitare in futuro e i media, cavalcando questa naturale propensione psico-esistenziale, si focalizzano su tali eventi perché fanno più notizia e alzano gli indici di ascolto. Per vedere il risvolto della medaglia dovremmo fare uno sforzo mentale in più che, spesso per pura pigrizia, evitiamo di fare. Onestamente credo che l'essere propositivi, che certamente aiuta, sia a volte solo una scusa dietro cui nascondersi. Basterebbe fermarsi un attimo ed evadere dalla frenesia quotidiana, per guardare con reale attenzione ciò che ci circonda e trovare ogni giorno un motivo per sorridere ed essere felici. Senza fare torto a nessuno. Perché la consapevolezza dei problemi e del dolore che attanaglia il mondo non può esularci dal continuare a essere felici. E continuare a vivere e avere fiducia nel prossimo, è il dispetto più grande che possiamo fare a chi vuole farci credere in un mondo più brutto di quanto lo sia realmente.


“…I’ll be your keeper for life as your guardian
   I’ll be your warrior of care your first warden
   I’ll be your angel on call, I’ll be on demand
  The greatest honor of all, as your guardian…”
 
                                                            Alanis Morissette - Guardian

lunedì 18 luglio 2016

EVOLUZIONE & RIVOLUZIONE

SMS del lunedì “Buongiorno Mattinieri sovversivi! L’unica rivoluzione davvero utile è quella con noi stessi, tutto il resto è solo rumore…”


Viviamo nel mondo degli estremismi, dimenticandoci che l’essenza vera della vita proviene dalla “normalità”. E questo non significa accettare passivamente gli errori e gli sbagli della nostra società che, purtroppo sono tanti, troppi. Ma se invece di sterili cortei, di pagine di denunce e scandali che non saranno mai prese in considerazione dai “potenti”, cominciassimo a diffondere una cultura del Fare? E non mi riferisco al rumore delle parole o al chiasso di azioni inconsulte senza alcuna finalità pratica. Sono stanca del vuoto che a volte sembra circondarci. Sono stanca di chi usa valori etici, politici e morali, solo per assicurarsi una foto o un selfie sui social. Io alla rivoluzione, preferisco l’evoluzione. Abbiamo bisogno del pragmatismo vero, quello che proviene dalla gente comune che con il loro andare avanti quotidiano tra mille difficoltà, è l’esempio più evidente e rappresentativo di dignità e coesione sociale. Tra un medico corrotto da demonizzare e un volontario di guerra da santificare, ci stanno nel mezzo gli “anonimi” che continuano ogni giorno la loro vita e il loro lavoro con onestà e dignità. Sono loro il vero zoccolo duro della società: quelli che non aspirano a grandi imprese, ma risultano tuttavia essere grandi uomini perché sanno far bene le piccole cose. E continuano a farle anche quando nessuno in TV parla di loro, anche quando nessuno li conosce per nome. Perché a loro non interessa essere grandi, ma solo provare a diventarlo.


 “…storie che non fanno rumore
      come una stanza chiusa a chiave,
      storie che non hanno un futuro
     come un piccolo punto su un grande muro
     dove scriverci un rigo…”
                                              Riccardo Fogli – Storie di tutti i giorni

lunedì 11 luglio 2016

I’ M A DREAMER…

SMS del lunedì “Buongiorno a tutti i Mattinieri Sognatori! A ci crede, a chi ha imparato a crederci e a chi, purtroppo, non ci crede più! Buon inizio e solocosebelle ; )”


Ho sempre considerato i sogni un aspetto importante dell’esistenza umana e attribuito a essi un peso non indifferente nelle scelte di vita. Lontani dall’essere fantasiose utopie dell’età adolescenziale o surrogati delle fiabe dei bambini, questi “non meglio identificati esseri astratti”, rappresentano i desideri più profondi della nostra anima e, come tali, sono associati e supportati dalle nostre più grandi passioni. Per questo i sogni veri sono fatti per realizzarsi, altrimenti non sarebbero tali. E più è impervia la strada da percorrere per raggiungerli, più è grande il valore del nostro sogno. Un valore che spesso ha un retrogusto amaro, perché nasconde le ferite sempre aperte della sofferenza provata per concretizzarlo. Che siano graffi superficiali o tagli profondi, ti ricordano di quanto sei vivo, di quanto hai dovuto lottare per quel sogno che adesso tieni tra le tue mani e vuoi difendere a qualsiasi costo, pur di non perderlo. Gli unici sogni che non si avverano sono quelli chi non ne ha, di chi ha smesso di credere in essi e soprattutto di chi ha smesso di credere in se stessi, perché come disse il mio amatissimo Goethe “La magia è credere in noi stessi. Se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa”.


 “…non ti interessa com’è la vita
     la prendi di petto, la prendi in salita,
    lascia che scorra
    puoi già sentirne il sapore…”
                                         Chiara Dello Iacovo - Irrisolti

lunedì 6 giugno 2016

QUELLA VOLTA CHE...parte seconda: scintille

SMS del lunedì “Buongiorno Mattinieri! Il tempo può portarsi via sorrisi, lacrime, gioie e dolori. Ma non si prenderà mai le cose belle che ci hanno fatto battere il cuore. Buon inizio a tutti!”


Corsi e ricorsi storici diceva Vico. Epoche ed eventi che si trasformano, che cambiano per poi tornare. Così è fatta la storia. E così è fatto il cuore degli uomini. Emozioni che si dimenticano, si chiudono nei cassetti della memoria, per poi irrompere improvvisamente con tutta la loro potenza devastante. Che sia il ricordo di una sera o quello di una vita intera, si prende da solo l’intelletto e la razionalità e si impone senza lasciare spazio al presente pensante. Alimenta quel filo invisibile di sentimenti dimenticati, ma mai del tutto abbandonati. Riapre una ferita che non si era mai chiusa e torna prepotente a fare male. O a fare bene. O a farli entrambi in un tempo che è tanto breve da annullarsi nell’eterno che contiene quell’attimo di lucida follia.

Siamo fatti di attimi brevi, ma intensi come scintille.


“...Hello, darkness, my old friend
     I've come to talk with you again
    Because a vision softly creeping
    Left its seeds while I was sleeping
   And the vision
   That was planted in my brain
   Still remains
   Within the sound of silence...”


Samuel &Garfunkel – The sound of silence






lunedì 21 marzo 2016

TO FLY DOWN!

SMS del lunedì “Buongiorno Mattinieri! Iniziamo la settimana “solo” con il sorriso e il buongiorno di chi ci sta accanto: Solocosebelle ; )


Dignità ed educazione stanno diventando sempre più frequentemente due concetti arcaici e desueti. Basta avere tra le mani un briciolo di apparente e quasi insignificante potere, per sentirsi dispensati dal loro utilizzo. Una volta la maleducazione veniva punita in modo severo, adesso se un genitore da una mezza sberla al figlio si smuovono le associazioni per i diritti umani e se provi a contestare uno sconosciuto scatta la querela per diffamazione, se ti va bene. Se ti va male, ti prendi direttamente una coltellata in pancia, sperando di sopravvivere e poterlo andare a raccontare dalla D’Urso. Allora, o sono io che vivo fuori dal mondo o è il mondo che comincia ad avere qualcosa che non va. Non capisco la gente che per sentirsi bene deve guadagnare a discapito degli altri; non capisco la gente che non ha il coraggio di chiedere scusa, ma ha la faccia tosta di contattarti quando gli servi; non capisco la gente che quando sbaglia, continua a sbagliare sapendo di farlo e affinando ogni volta le tecniche per nasconderlo. Forse semplicemente, non capisco la gente. Eppure ogni giorno, ringrazio la vita per le persone meravigliose che mi fa trovare sul mio cammino. Non sono una rara specie in via di estinzione, ma il vero zoccolo duro della società, che sa guardare dal basso in alto, senza per questo essere meno degli altri.



“...la folla è in coda negli store dell’inutilità...”
                                                           Francesco Gabbani – Amen






lunedì 29 febbraio 2016

LE D.O.P. GENERATION

SMS del lunedì “Buongiorno Mattinieri! Oggi, ieri e domani, generazioni a confronto tra sogni, desideri e una sola certezza: il futuro è nelle nostre mani! Solocosebelle per un inizio che non giunga mai alla fine!!!


Le generazioni cambiano in accordo con l’epoca storico-politica che le rappresenta e le plasma. Cambiano le abitudini, i mezzi. Cambiano i volti e i nomi. Ma i valori e le emozioni a volte si ripropongono. Se quella dei nostri genitori è stata una generazione più “stanziale” e che ha goduto del benessere economico del secondo dopoguerra, i nostri nonni invece sono stati quelli che per fuggire dalla guerra e dalla povertà hanno scelto la via dell’emigrazione. Paradossalmente la nostra, quella che in tanti definiscono dei “cervelli in fuga”, ha molto più in comune con i nostri nonni che con i nostri genitori. Due generazioni in fuga. Per motivi diversi, ma entrambe lontane dalle loro radici. I nostri nonni probabilmente lo facevano più per necessità, mantenendo viva una nostalgia che li accompagnava per il resto dei loro giorni. Noi lo facciamo per curiosità, per quella dannata voglia di andarci a prendere il futuro che vogliamo piuttosto che accontentarci di quello che ci capita per caso, senza diventare succubi della vita, ma soltanto delle nostre passioni. Tutto ciò non ci darà mai la certezza che i nostri sogni si avverino e che raggiungeremo i nostri obiettivi. Forse non diventeremo neanche persone migliori, ma saremo sicuramente persone diverse. Ci porteremo dietro esperienze che renderanno il nostro bagaglio di vita sempre più pesante. Esperienze positive o negative, ma comunque uniche e degne di essere raccontate e conservate. E perdonateci per la nostra sfacciataggine e strafottenza, non è per ferire qualcuno, ma solo per imparare a guardare in faccia la paura e difenderci da lei quando ci minaccia. Sicuramente non siamo più bravi di altri e forse neanche più coraggiosi. Siamo solo affamati di un futuro che vogliamo costruirci con le nostre mani.
Come i nostri nonni, da cui forse abbiamo ereditato il valore più grande: quello di sognare e fantasticare.


“…Now we are not afraid
     Although we know there’s much to fear
    We were moving mountains
   Long before we knew we could…”

Whitney Houston and Mariah Carey – When you believe






lunedì 15 febbraio 2016

ORGOGLIO E PREGIUDIZI (sognavo la vita che ho!)

SMS del lunedì “Buongiorno mattinieri! Vivendo ogni giorno come se non ci fosse un domani, vivendo ogni giorno come se il nostro domani fosse già oggi!”


Non sono una nostalgica, ma ogni tanto mi piace guardarmi alle spalle e ripercorrere le tappe e i momenti della mia vita passata che mi hanno portato a essere quello che sono oggi. E a volte mi sento terribilmente “vecchia”,  se penso al senso di serenità e pace con me stessa che mi appartiene ormai da un paio d’anni. Una condizione che tante persone inseguono per una vita intera, senza mai riuscire a raggiungere, o che assaporano solo quando i loro giorni volgono al termine. Ecco, in questo mi sento vecchia. Posso vantarmi ogni giorno di non avere rimpianti ed essere felice. E posso farlo dal basso dei miei quasi 35 anni. Non so perché la vita abbia deciso di essere così generosa proprio con me. Continuo a chiedermelo tutti i giorni e ancora non trovo una risposta. E me lo chiedo soprattutto quando penso a come ero 15 anni fa e a come sono adesso. Non che come persona sia cambiata radicalmente, ma i traguardi che ho raggiunto li ho sempre considerati fuori dalla mia portata. Ero una studentessa universitaria che si barcamenava tra l’affitto e gli esami, con la responsabilità e il senso di colpa di essere un mutuo vivente per la sua famiglia. Avevo solo due cose che mi ero portata dietro nel mio piccolo bagaglio: la passione e la perseveranza. Poca roba, pensavo allora. Guardavo quasi con invidia i miei coetanei “figli di” e con grande ammirazione quelli bravi e brillanti. Io il futuro che volevo potevo solo sognarlo. Sapevo e mi convincevo, che in un sistema come quello per andare avanti dovevi trovarti, per caso o per merito, in una corsia preferenziale, con le conoscenze giuste o con un’intelligenza fuori dal comune.
Io non ho avuto né l’uno né l’altro. E mi è mancata, e mi manca tutt’ora, anche la presunzione e la sfacciataggine di andare da uno che conta e dirgli guardandolo negli occhi: “Scegli me, perché io sono la migliore”. Ho costruito pazientemente la mia vita mattoncino dopo mattoncino, ristrutturando quando uno scossone ne abbatteva qualcuno e migliorando per non ricadere nelle intemperie del tempo che passa. Oggi mi sento orgogliosa e fiera di me stessa, perché so che quello che ho raggiunto me lo sono guadagnato solo con il sudore e con la passione per ciò che faccio. Ma non per questo mi reputo migliore degli altri e mi sento esulata dal dire grazie. Anzi, nutro tutt’ora grande stima e rispetto per chi può insegnarmi cose nuove. Perché ho ancora molto da imparare. Forse troppo. E ho una riconoscenza infinita per chi ha, o ha avuto, la pazienza e la voglia di darmi fiducia e darmi la possibilità di creare il mio cammino. Sognavo la vita che ho. E adesso so che posso anche permettermi di sognare quella che verrà.


“…This is real, this is me
     I’m exactly where I’m supposed to be, now…”

Demi Lovato – This is me

lunedì 1 febbraio 2016

UN'ANIMA IN DUE



SMS del lunedì “Buongiorno Mattinieri! Come il sole e la luna, fratelli e sorelle sono indivisibili nella loro natura. L’uno ha bisogno dell’altro per avvicendare i giorni di un miracolo chiamato vita. Buon inizio a tutti i fratelli ; )



Il legame tra fratelli resta uno dei misteri più sublimi che la vita ci racconta. Semplice e complesso allo stesso tempo. A volte estremamente difficile. Ma unico nel suo genere. È un legame che dura una vita intera e l’unico in grado di vincere la morte. Chi non ha fratelli si perde il dono più grande che la vita possa fare. Perché un fratello non si sceglie, non si chiede, non si compra. Un fratello arriva e diventa automaticamente la continuazione della tua stessa vita. A volte te lo ritrovi lì, già presente ad accettarti incondizionatamente e ad amarti sopra ogni cosa. Avere un fratello significa non essere mai soli. Significa poter contare, in qualsiasi istante, su un te stesso che non sei tu. Un fratello lo senti anche quando non parla, ne condividi gioie e dolori come se li vivessi sulla tua pelle, lo senti presente anche quando è lontano. È l’angelo che veglia il tuo sonno, è il sole che ti sveglia ogni giorno, è il buio della notte che non fa paura. Un fratello non sarà mai completo senza la sua metà. Quel pezzo della tua stessa anima che rimane sigillato in un corpo che non è il tuo, che si nutre dello stesso cuore e guarda la stessa stella con occhi diversi.



“…You lived inside my world so softly
     Protected only by the kindness of your nature
    You are my sister
   And I love you
   May all of your dreams come true...
Antony and the Johnsons – You are my sister