lunedì 14 aprile 2014

QUANDO GIOCAVO A FARE PIERO ANGELA...


SMS del lunedì “Cari mattinieri e non…BUONGIORNO! Oggi si gioca alla caccia al tesoro, primo indizio: sono "cose" che ci fanno star bene ; ) Buona settimana prefestiva a tutti!"
Non sono mai stata particolarmente attratta dai giochi tradizionali, quelli, per intenderci, “già pronti per l’uso”. Per me il momento del gioco era un momento serio, di grande sforzo mentale prima di tutto. L’obiettivo era quello di riuscire a riprodurre, nelle quattro mura della mia cameretta, situazioni di vita reale. E così, con la complicità di mia sorella, si cominciava a mettere in scena ora l’albergo, ora il campeggio, ora il viaggio. Ma quello che, tra tutti, riusciva davvero a entusiasmarmi era giocare a…Piero Angela! Ebbene sì, sono venuta su a pane e Quark. Se a tutti gli altri bimbi per farli star buoni si facevano vedere i cartoni animati, io trovavo la mia pace dei sensi solo quando sentivo la voce di “zio” Piero con il sottofondo dell’Aria sulla quarta corda di Bach. Il “gioco di Quark” consisteva nell’impugnare il mio registratore portatile a cassette con microfono incorporato e dare vita, vagando in giro per casa e usando gli utensili che mi capitavano sottomano per riprodurre i suoni della natura, a singolari documentari scientifici sulla vita delle più improbabili specie animali.

A distanza di anni la cosa più buffa, e per certi versi più romantica di questa “strana” storia, è che, per tutta una serie di circostanze forse neanche troppo casuali, sono finita davvero a lavorare nel mondo della ricerca scientifica. E ogni giorno mi sveglio con l’entusiasmo di chi sa di fare ciò che ha sempre sognato. Dal mio punto di vista, quello del ricercatore è il più bel “lavoro” del mondo. E lo dico con orgoglio. E per questo mi sento infinitamente privilegiata rispetto a chi non ha avuto questa fortuna. Seguire l’istinto non è semplice, perché significa mettersi continuamente in discussione ed essere pronta a lasciare dei punti fermi per seguire l’incerto che ci chiama. Le rinunce pesano tanto, spesso tantissimo, ma col tempo tutti i sacrifici vengono ripagati e anche quello che ci siamo lasciati alle spalle, prima o poi, ritorna da noi.


 “…ho imparato a sognare quando inizi a scoprire
che ogni sogno ti porta più in là…
  …c’è che ormai che ho imparato
a sognare non smetterò…”

                                              Negrita – Ho imparato a sognare




3 commenti:

  1. insuperabile , davvero brava , intramontabile .

    RispondiElimina
  2. davvero brava , una grande artista insuperabile , pezzi che fa sempre piacere ascoltare . grazie .

    RispondiElimina