lunedì 30 giugno 2014

IL PRIMO DEGLI ULTIMI


SMS del lunedì “BUONGIORNO mattinieri! Oggi iniziamo la settimana con una riflessione letteraria, perché nella letteratura, come nella vita, saper cambiare idea è un modo per scoprire solocosebelle ; ) Buon inizio a tutti!”

Circa due settimane fa, passeggiando per le strade di una Roma semideserta all'ora di pranzo di un sabato mattina, sono passata davanti alla Mondadori vicino casa e, come mi succede ogni volta che mi trovo in prossimità di una libreria, sono stata colta da un attacco di shopping compulsivo. Così, dopo circa una buona mezz'ora a passare in rassegna ogni singolo scaffale, mi sono presentata in cassa con il mio bel malloppozzo di libri. Il caso ha voluto che, in mezzo al Faust, Addio alle armi, La figlia del capitano e La nausea, mi sia capitato tra le mani Siamo solo amici di Luca Bianchini.

Tra i contemporanei è il meno peggio, o, per dirla in modo carino, è il più leggibile...vabbè, diciamo che è quello che preferisco!

Chi segue il blog, sa come io sia cresciuta tra le pagine dei grandi classici della letteratura e come questa mia predilezione, mi abbia portato a sviluppare un grande scetticismo verso la narrativa contemporanea. Fino a ora ne salvo solo due: L'anima è un lenzuolo bianco di Aurora Venturini e La meccanica del cuore di Mathias Malzieu. Lo scorso anno ho letto Io che amo solo te e a seguire La cena di Natale, entrambi di Bianchini. Li ho apprezzati molto, comunque più di molti altri contemporanei, ma non sono bastati per aggiudicarsi il podio mancante tra i miei sopravvissuti contemporanei.

In realtà, conoscendo i miei gusti letterari, ho trovato anche abbastanza bizzarro il fatto che sia stata attratta per ben tre volte dai romanzi di Bianchini, che sembrano avere, almeno apparentemente, delle trame banali e frivole, così lontane dai miei gusti personali. Ma dopo aver letto Siamo solo amici ho, quasi magicamente, capito il perché di questa “strana attrazione”. Forse non è stato solo un caso se quella mattina in mezzo a quattro classici, ho scelto di acquistare proprio Siamo solo amici. Come non è stato un caso se l’anno scorso ho comprato in stazione Io che amo solo te, perché avevo appena finito di leggere I dolori del giovane Werther e avevo bisogno di un libro che mi facesse compagnia durante le mie cinque ore di viaggio. Sicuramente Bianchini non sarà mai tra i miei preferiti di tutti i tempi. Ma devo riconoscergli il merito di essere riuscito a far cambiare idea anche a una classicista convinta come me. Le sue storie possono anche sembrare banali, ma riescono a trascinarti dentro perché sono scritte con il cuore. E questo, un lettore attento sa capirlo al volo. Ad oggi sono in tanti a fare gli scrittori e sono pochi quelli che lo sono davvero. Secondo il mio umile e personale parere, Bianchini è uno di questi pochi.

…chapeau Luca!


“…c’è gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo…”
      
                                             Sergio Endrigo – Io che amo solo te



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