Cari tutti,
è da un po’
che non scrivo sul blog. Negli ultimi mesi è come se la ventata di cambiamento
estremo cominciata due anni fa, abbia iniziato a soffiare vorticosamente
portandomi i primi risultati, positivi e negativi. E come sempre accade quando
passata la tempesta ritorna il sereno, è riemersa anche la mia nota avversione
verso tutto ciò che è stabile, monotono e anche un po’ noioso. A volte vorrei avere lo spirito del
pantofolaio e invece il destino mi dotato di quello dell’avventuriero.
Quando dovrei fermarmi a riflettere e ponderare, sono presa dalla smania
compulsiva di percorrere le vie più impervie e sconosciute, sull’equilibrio
precario dei miei desideri che ogni giorno puntano sempre più vicino al sole.
Il risultato? Qualche volta mi scotto, spesso mi brucio, ma in un modo o
nell’altro riesco sempre a cascare in piedi anche se con un solo arto! Il tutto
per dire molto più banalmente che, pregressi e seguenti aspirazioni di vario
genere e ordine, hanno preso il sopravvento sul blog.
Ma oggi,
complice forse una primavera che qui a Parigi stenta ad arrivare, proprio nel
quarto anniversario del blog, mi è venuto di nuovo voglia di scrivere. E come
sempre accade, mi sono resa conto della magia delle parole che prendono vita e
si alimentano da sé. Non voglio fare promesse, so di non essere brava a
mantenerle, non per mancanza di volontà, ma perché il mio multitasking
esistenziale spesso non me ne lascia il tempo. Proverò a rimettere ordine nei
cassetti delle mie emozioni e raccontarvele come di consuetudine ogni lunedì.
La sfida mi esalta, le emozioni ci sono e le parole faranno da traino.
“…Take me out tonight
Take me anywhere
I don’t care, I don’t care, I don’t care …”
The Smiths - There is a light and it never goes out
Take me anywhere
I don’t care, I don’t care, I don’t care …”
The Smiths - There is a light and it never goes out
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