lunedì 1 maggio 2017

QUELLA VOLTA CHE...parte terza: illusioni



SMS del lunedì “Buon inizio a tutti i mattinieri che sanno volersi bene e prendersi le cosebelle della vita ;) ”
 
...ci sono illusioni che restano deboli e fugaci come bolle di sapone. Le osservi nascere lasciandoti coinvolgere da quell’incanto che sai quanto sia breve e vuoto. Eppure ti piace credere che dentro quelle mille sfumature di luci e di colori ci sia davvero qualcosa di unico. Poi la bolla incontra l'aria, si alza in volo ed esplode sopra di te. E allora capisci che ciò che resta di veramente unico è solo il tuo coraggio. E la tua voglia di volare molto più in alto di quella bolla...



“…Ebony and Ivory live together in perfect harmony
      side by side on my piano keyboard…”

         Stevie Wonder – Ebony and Ivory

lunedì 24 aprile 2017

QUESTA SONO IO!

SMS del lunedì “Grazie ancora a chi ha voluto festeggiare con me in questi giorni anche solo con un pensiero…siete tutti voi le mie cosebelle!"


Sarà il tempo che passa e l’età che avanza, ma da un po’ di tempo sono diventata del tutto intollerante al concetto di pazienza e a tutto ciò che ruota intorno ad essa. Non mi piace la routine, la monotonia e la tendenza a rimandare a domani quello che si può fare oggi. Anzi, diciamo pure che anche il dopo mi angustia e preferisco in assoluto il SUBITO. Non so dire se è l’esperienza che ti da sicurezza e quindi capacità di scegliere o una mia personale lotta contro il tempo, ma di fatto tutte le scelte fatte negli ultimi 20 anni della mia vita sono state tutte del tipo “qui e ora”. E sono state tutte le più giuste che avrei potuto fare. Senza pensarci più del necessario e seguendo solo quell’attimo di lucida follia che da sempre alimenta i miei sogni e i miei desideri. Tante di loro sono state sofferte, la maggior parte difficili, ma guardando a quello che sono adesso per nessuna ragione al mondo cambierei il corso della mia vita passata potendo tornare indietro.

Vivere senza rimpianti è un privilegio di pochi e, senza peccare di modestia, un vanto che mi tengo stretta. Non ho mai accettato i compromessi scontati, le scelte facili e soprattutto i favori dovuti. Mi sono sempre andata a prendere ciò che volevo, a volte anche in modo irruento e prepotente, senza chiedere permesso e senza chiedere aiuto. L’ho fatto perché ci ho creduto, perché l’ho voluto e perché non mi sono mai accontentata di vivere una “vita qualsiasi”, semplice e lineare, ma troppo scontata e inutile. Volevo la MIA vita, che potesse portare il mio nome e identificarsi con gli ideali in cui credo. E mi sono sempre fatta carico in prima persona di tutte le conseguenze, anche correndo il rischio di essere giudicata arrogante e menefreghista. Ho avuto il coraggio di dare peso e spessore alle persone, indipendentemente dal tempo che hanno voluto dedicarmi e non farle mai entrare a caso nella mia vita. Non sono perfetta e non mi aspetto che la gente mi capisca o appoggi le mie idee. Ma non voglio considerarmi in alcun modo come uno sterile prodotto della vita, vittima di un destino fantasioso e fuori dal mio controllo. La libertà di andarsi a prendere il proprio futuro resta il mio ideale più grande, alimentato da tutte le scelte fatta nel corso della vita che, giuste o sbagliate, più o meno consapevoli, mi hanno fatto diventare quella che sono stata, quella che sono e quella che sarò.


“…dicono di me,
      che sono soltanto una stupida frase da dire davanti a un caffè…”

                                                                                  Cesare Cremonini – Dicono di me

lunedì 17 aprile 2017

VIAGGI E MIRAGGI

SMS del lunedì “Buon inizio di settimana a tutti i mattinieri on the road sempre alla ricerca di solocosebelle!”


La scorsa settimana, grazie a tutta una serie di svariate ragioni, mi sono concessa una piccola pausa, per rilassarmi un po’ e per ricaricare le batterie dopo mesi impegnativi di duro lavoro. Viaggiare in solitaria è una delle cose che amo di più fare: vagare senza meta, senza orari e in totale libertà! Non ho mai patito troppo la solitudine, nella vita e soprattutto durante i viaggi. Ritrovarsi a esplorare da sola tanti nuovi pezzetti di mondo mi fa sentire invece ancora più al centro del mondo stesso, in un rapporto diretto e privilegiato con me stessa e con tutto ciò che mi circonda. Assaporando fino in fondo le mille sfumature di un paesaggio, le tradizioni storiche e culturali che ti raccontano del luogo in cui ti trovi e osservare i volti e le espressioni della gente che ti passa accanto, ti fa apprezzare e capire quanto anche il più piccolo e sperduto angolo di mondo è intriso di cose belle nella sua quotidianità e ti fa percepire un semplice pomeriggio di sole come un momento magico e unico da custodire nel cassetto dei ricordi. E anche se breve, sarà intenso quanto basta per sentirsi di nuovo liberi e padroni del proprio tempo.



“…so I looked at the scenery, she read her magazine
     and the moon rose over an open field…”
                                                                 Simon & Garfunkel – America

lunedì 27 marzo 2017

A OGNUNO I VIZI SUOI!



SMS del lunedì “Buongiorno Mattinieri! Anche questa settimana sono un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, ma quello che conta è il risultato finale ; ) Solocosebelle e buona settimana a tutti!”


Il post di oggi è spudoratamente di parte! Per cui, i “non addetti ai lavori” possono tranquillamente evitare di leggerlo ; )
Questo weekend è ricominciato il campionato di Formula Uno e, senza entrare nel dettaglio dei risultati e delle aspettative future (meglio mantenere una certa scaramanzia...), è sempre un crescendo di emozione che parte dal venerdì e ti accompagna fino alla domenica (...quelli poi che seguono anche tutte le prove libere e gli speciali post gara infrasettimanali come me, sono dei casi umani che non hanno più alcuna speranza di recupero!). I ricordi legati alla Formula Uno e all’automobilismo più in generale, affondano nella mia infanzia, quando, per una ancora oscura ragione, questo sport ha fatto presa nel mio cuore meglio della treccia bionda di Rapunzel o dell’arricciaspiccia della Sirenetta.  Avevo poco più di cinque anni quando ho visto il mio primo Gran Premio di Formula Uno, mentre lo stava guardando mio padre. Non è difficile capire cosa potesse passare per la testa di una bimba così piccola nel vedere quel numero, per me indefinito, di strane macchine posizionato su una "strada". Ma in quel momento contava poco chi fosse il pilota, perché nella mia mente di bimba era un dettaglio quasi inesistente. A correre erano le macchine, spinte da un’anima magica che le faceva sfrecciare una accanto all’altra senza un’apparente ragione. È iniziato così il mio imprinting per la Formula Uno e per quella macchina di colore Rosso, la cui storia mi avrebbe affascinato al punto da non smettere più di seguirla. Non so dire se è per l’adrenalina della velocità, per la smania di sfidare ogni limite o per la soddisfazione di dominare un mezzo meccanico ultra tecnologico, ma sta di fatto che lo spirito del pilota da competizione me lo sono sempre sentito cucito addosso. Nella passione sportiva e sopratutto nella passione che ci metto ogni giorno per vivere una vita che non deve essere una qualsiasi, ma quella che mi sono scelta e che mi sono andata a prendere anche quando potevo scegliere la via più semplice.



“…Corre se piove, corre dentro al sole
   Tre più tre per lui fa sempre sette
   Con l' "alfa" rossa fa quello che vuole
  dentro al fuoco di cento saette!
  C'è sempre un numero in più nel destino
  quando corre Nuvolari...”

       Lucio Dalla – Nuvolari

mercoledì 22 marzo 2017

PROVACI ANCORA IVY!

 Cari tutti,

è da un po’ che non scrivo sul blog. Negli ultimi mesi è come se la ventata di cambiamento estremo cominciata due anni fa, abbia iniziato a soffiare vorticosamente portandomi i primi risultati, positivi e negativi. E come sempre accade quando passata la tempesta ritorna il sereno, è riemersa anche la mia nota avversione verso tutto ciò che è stabile, monotono e anche un po’ noioso. A volte vorrei avere lo spirito del pantofolaio e invece il destino mi dotato di quello dell’avventuriero. Quando dovrei fermarmi a riflettere e ponderare, sono presa dalla smania compulsiva di percorrere le vie più impervie e sconosciute, sull’equilibrio precario dei miei desideri che ogni giorno puntano sempre più vicino al sole. Il risultato? Qualche volta mi scotto, spesso mi brucio, ma in un modo o nell’altro riesco sempre a cascare in piedi anche se con un solo arto! Il tutto per dire molto più banalmente che, pregressi e seguenti aspirazioni di vario genere e ordine, hanno preso il sopravvento sul blog.

Ma oggi, complice forse una primavera che qui a Parigi stenta ad arrivare, proprio nel quarto anniversario del blog, mi è venuto di nuovo voglia di scrivere. E come sempre accade, mi sono resa conto della magia delle parole che prendono vita e si alimentano da sé. Non voglio fare promesse, so di non essere brava a mantenerle, non per mancanza di volontà, ma perché il mio multitasking esistenziale spesso non me ne lascia il tempo. Proverò a rimettere ordine nei cassetti delle mie emozioni e raccontarvele come di consuetudine ogni lunedì. La sfida mi esalta, le emozioni ci sono e le parole faranno da traino.


“…Take me out tonight
     Take me anywhere
    I don’t care, I don’t care, I don’t care
…”

                                                  The Smiths - There is a light and it never goes out

lunedì 14 novembre 2016

JE SUIS LE MONDE



Parigi, 14 Novembre 2015, ore 02:15am.
Provo a scrivere, ma la mente è miseramente annebbiata. Non è come quando leggo un romanzo, non è come quando lo scrivo e non è nemmeno come quando sento una notizia al TG di un posto lontano. Oggi fantasia e realtà si fondono insieme e ci sono anche io nel mezzo. Ero a dieci minuti a piedi da Place de la Republique ieri sera alle 20.30. Ero felice della mia nuova casa parigina, proprio nel cuore della città. Poi ho deciso di ritornare nella vecchia casa e organizzare il trasloco per il giorno dopo. È stata mia madre a darmi la notizia per telefono, mi ha detto “Non uscire!”.  Ho acceso la TV e ho capito subito che era l’inferno. E che era lì fuori.


Quella notte sono riuscita a scrivere solo queste poche righe. Poi il black-out si è impossessato della mia mente, del mio cuore e della mia anima, rimanendo impotente soltanto alle lacrime che non smettevano di scendere.
Mi sono sentita inutile e impotente davanti a quelle immagini di terrore allo stato puro: uno, due, tre, quattro attacchi. E poi ancora. In una babele di spari, bombe, kalashnikov e soprattutto sangue.
Quello rimasto per giorni sulle vetrine del Carillion e del Petit Camboge. Quello dell’eccidio dentro il Bataclan. Quello che resterà indelebile nelle ferite dell’anima. È stato un massacro. Né più né meno
di quanto successo a Bruxelles, o in Costa d’Avorio, o a San Bernardino, o a Raqqua, o a Beiurut, o a Orlando, o a Istanbul, o a Dhaka, o a Bagdad, o in qualsiasi altro angolo di mondo dove la morte prende il posto della vita. Ma quella volta di un anno fa, è stato qui. Nel cuore dell’Europa, della nostra Europa. In un posto dove, nell’immaginario comune, la guerra non esiste. I morti di Parigi non sono diversi dai morti che tutti i giorni cadono sotto la falce di un nemico incomprensibile. Ma, per chi li ha vissuti da vicino, sono stati pesanti come dei macigni perché ci hanno messo davanti una realtà a cui in tanti, troppi, voltavamo le spalle, perché lontana. E invece è venuta a cercarci fin sotto casa con le sembianze di ragazzi di 20 o 30 anni, usati per diffondere terrore da chi profana la loro disperazione, guardandosi bene dallo schierarsi in prima fila in nome di un dio redentore. Altre vite, spezzate e gettate dritto all’inferno dai demoni della terra, che a pensarci portano nel cuore una pena tanto forte e grande quanto il dolore lasciato dagli innocenti volati in cielo senza alcuna colpa.
Vorrei che tutto rimanesse fermo a quella notte, che i martiri di Parigi fossero gli ultimi da ricordare, senza ritornare ogni giorno come fantasmi di un passato che diventa presente. Vorrei che le bombe e gli spari fossero solo quelli che, da quel venerdì sera, vengono quasi ogni notte a bussare nei miei sogni. Vorrei continuare a incontrare ogni giorno un cattolico che mi racconta di aver sposato una donna di religione musulmana e aver creato con i loro figli la più bella famiglia del mondo. Vorrei continuare a incontrare tanti Hany, Iba, Lily, Rose, rispettivamente egiziano, tunisina, libanese e americana, e continuare a chiamarli Amici. Vorrei continuare a credere nel mondo bello che vedo e non in quello brutto che vogliono farci vedere.

Perché come tutte le guerre, anche questa passerà, facendo rinascere dal fango e dalle macerie dell’odio una voglia di vivere ancora più forte, alimentata dal ricordo lasciato da una ferita sempre aperta.


“…all we are saying
     is give peace a chance…”
                                        John Lennon – Give peace a chance