lunedì 27 gennaio 2014

PICCOLI LETTORI CRESCONO...


SMS del lunedì “…qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia… Oggi Goethe docet! Buon inizio a tutti e sempre solocosebelle ; )

Nel blog non parlo quasi mai di me, preferisco focalizzarmi su ciò che accade attorno e raccogliere uno sguardo, un’emozione, una semplice parola che possono far riflettere e metterli su carta, nella speranza che possano essere d’insegnamento e di ispirazione anche a chi poi leggerà il blog. Oggi voglio fare un’eccezione e raccontarvi qualcosa di molto personale. Non ho mai fatto mistero del mio profondo amore per la scrittura e la lettura, ma non vi ho mai detto come sia nato. In realtà, a pensarci bene, come e perché ho iniziato a leggere, non me lo ero mai chiesto nemmeno io, prima di scrivere questo post…
Così, andando a ritroso tra i ricordi della mia vita, mi è venuto in mente un episodio della mia infanzia a cui non avevo mai fatto caso più di tanto, e che risale a quando mi preparavo per gli esami di primina. Senza entrare troppo nei dettagli di quello che poteva passare nella mente di una bimba di 5 anni messa davanti a carta, penna e quant’altro, vi dico solo che c’era una cosa che facevo davvero fatica a imparare e di cui non capivo il senso: leggere. Ricordo le innumerevoli letture che mamma cercava di farmi imparare e che puntualmente iniziavo e lasciavo a metà, fino a quando una maestra non mi regalò un libro di letture per le scuole elementari. In realtà era solo l’ennesimo di tanti, ma per qualche oscura ragione, riuscì ad accaparrarsi il mio consenso. Quando il giorno dell’esame mi venne chiesto di leggere la lettura, ne scelsi una che iniziava più o meno così “Cip e Ciop erano due pulcini dentro un uovo…” che raccontava come uno dei due pennuti, curioso e determinato, convinse il fratellino timido e schivo, a lasciare l’uovo per avventurarsi nel mondo. Quello che notarono tutti fu che, mentre tenevo il segno con il ditino su di una parola, stavo già leggendo due righe sotto. L’avevo letta così tante volte da impararla a memoria. Ma non per esercitarmi, semplicemente perché mi piaceva. Forse, inconsciamente, avevo già da allora capito, che la lettura non si limitava a essere uno sterile esercizio fonologico, per riprodurre suoni, ma andava oltre. La lettura raccontava storie e dava la possibilità di accedere ad altri mondi. Da allora il mio amore per i libri divenne privo di qualsiasi confine. Ben presto cominciai a spulciare ogni angolo di casa alla ricerca di libri da leggere e i primi romanzi in cui mi sono letteralmente imbattuta furono Romeo e Giulietta di William Shakespare,  La signora delle camelie di Alexandre Dumas e I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij, tutti trovati nella vecchia libreria di mia nonna. Grazie invece a mamma ho conosciuto Agatha Christie e i gialli ottocenteschi di Victoria Holt, che andavo prontamente a “rubare”, quando lei, finiti di leggere, li riponeva in libreria. E poi, la fame di libri da una parte e l’impossibilità economica di andare a comprarmeli da sola dall’altra, essendo ancora troppo piccola, mi spinse a leggere tutto ciò che trovavo. Dal romanzo, in ogni sua forma, alla poesia, dalla saggistica alla filosofia, passando per epica e teatro, fino alla cronaca politica.

E proprio la possibilità di conoscere e confrontare più generi, mi ha permesso di capire cosa mi piaceva di più e cosa di meno, e scegliere un mio genere d’elezione, che, per chi non lo avesse capito, è il romanzo classico, ma di tenere anche un occhio sempre vigile su tutti gli altri, da cui ho avuto modo di scoprire piacevoli sorprese. Perché qualunque libro merita di essere letto. Quando parlo di libri, e ne sono consapevole, sono smielata da far venire la nausea, arrivo a commuovermi fino alle lacrime. Ma non me ne vergogno.

Posso dire di aver letto davvero di tutto, eppure, se penso alla produzione letteraria esistente, ho sempre la sensazione di aver letto troppo poco.
  


“…S'i' fosse foco, arderei 'l mondo
s'i' fosse vento, lo tempesterei
s'i' fosse acqua, i' l'annegherei
s'i' fosse Dio mandereil'en profondo…”

                           Fabrizio De Andrè - S’i’ fossi foco (sonetto di Cecco Angiolieri)

lunedì 13 gennaio 2014

ANNO NUOVO, BLOG NUOVO!


SMS del lunedì “Mattinieri BUONGIORNO! Finite le feste e ormai in pieno 2014, iniziamo questo primo mese dell’anno cercando solocosebelle ; )”
Ve lo avevo promesso che il blog non sarebbe stato noioso! Da oggi potete trovare una nuova sezione: LA TANA DELLO SCRITTORE. Pur essendo appena nata, è probabilmente quella che più mi sta a cuore. Scrivere è una passione, tanto quanto un’esigenza. Lo faccio da quando avevo otto anni, quando ho scoperto la “magia” di carta e penna. Una magia che da allora non mi ha più lasciato. Nel corso degli anni ho cercato di affinare la tecnica aiutandomi con manuali di scrittura o effettuando vere e proprie letture di studio sui testi che leggevo, per riuscire a trovare un metodo che fosse il più funzionale possibile al mio modo di scrivere. E chiaramente il tutto è ancora in corso! Con questa nuova sezione, vorrei provare a dare piccoli suggerimenti e trasferire a chi ne ha bisogno tutto quello che ho imparato fino ad ora.

Se leggere è pensare, scrivere è creatività. Di fronte a un mondo in cui tutto passa velocemente, le parole rappresentano una realtà che resta per sempre su cui possiamo fissare lo sguardo. Ed è una realtà che riesce a cogliere la nostra vera essenza, rendendoci immortali nell'atto di “creare” qualcosa di nostro, per poi regalarlo e lasciarlo agli altri. Perché la scrittura non è un’arte da imparare, ma piuttosto un dono da coltivare e assecondare costantemente.


“…you'd better hope and pray
that you make it safe
back to your own world
you'd better hope and pray
that you wake one day
in your own world…”

                           The Smiths – Shakespeare’s sister

lunedì 6 gennaio 2014

LA NOTTE DELLE FAVOLE


SMS del lunedì “Buona Befana a tutti i sognatori che sanno vedere la loro calza piena di solocosebelle ; )”

C’è una notte in cui il tempo sembra fermarsi e si respira un’atmosfera di magia. È la notte in cui ogni bimbo riesce a trasformare una strega che vola su di una scopa in una fata. Ognuno di noi porta dentro quella strana sensazione che ci accompagnava durante quella notte magica. Ci accovacciavamo sotto le coperte, invocando un sonno che non arrivava mai. Saliva invece l’ansia e la preoccupazione che tutto fosse stato sistemato per accogliere l’arrivo della Befana. La canna fumaria aperta per quelle che entravano dal camino e la chiave fuori dalla toppa per quelle che invece entravano dal buco della serratura. In quella notte ogni piccolo rumore veniva amplificato perché poteva essere un segnale del suo arrivo. E in quel silenzio rimbombava quasi fastidioso il battito veloce del nostro cuore. Mentre gli occhi erano chiusi, serrati e il corpo in uno stato quasi catatonico perché “se la Befana si accorge che sei sveglia scappa via”. E si rimaneva per ore in questo contrasto tra l’immobilità del corpo e l’eccitazione dell’anima, finché, per sfinimento, il sonno arrivava e ci catturava nei suoi abissi. E l’indomani, pur essendo l’ultimo giorno di vacanza, era sempre quello più bello e più atteso. Era quello dei doni, nascosti in qualche angolo di casa che noi dovevamo scovare. Per emozionarci, sorridere e riempire il cuore di quella magia.

Poi un giorno, la vita ci ha detto che quella vecchietta con la scopa non esiste più. Ma ci ha detto anche che, nonostante questo, non dobbiamo smettere di sognare. E ci ha lasciato il regalo più bello: quella notte magica che ogni anno ritorna puntuale per far rivivere il bimbo che è in noi.


“…take a sad song and make it better
Remember, to let her under your skin
Then you'll begin to make it better…”

                                            The Beatles – Hey Jude






martedì 31 dicembre 2013

SOLOCOSEBELLE!


SMS di Capodanno “Che il Nuovo Anno doni la forza necessaria per guardare sempre alla vita sorridendo. Solocosebelle for ever ; )”


Trovarsi a cavallo tra un anno che se ne va e uno nuovo che sta per arrivare. Provare a fare un breve bilancio della propria vita, augurandosi che il vecchio anno porti via le lacrime, il dolore e i problemi. Io invece vorrei salutare l’anno che se ne va ringraziandolo per i bei momenti vissuti, fosse anche uno soltanto e sperando che quello nuovo ci dia ancora la forza di trovare, in mezzo agli innumerevoli problemi quotidiani, il coraggio di sorridere, per chi ci sta accanto e per noi stessi. Perché, qualunque cosa accada, non dobbiamo permettere a niente e nessuno di toglierci il sorriso.

 Solocosebelle per il 2014 e per tutta la vita!


“…l’anno che sta arrivando,
     tra un anno passerà,
     io mi sto preparando,
     è questa la novità…”

                        Lucio Dalla – L’anno che verrà



mercoledì 25 dicembre 2013

OGGI COME IERI...UN GIORNO DI NATALE!


SMS di Natale “Che il desiderio di oggi sia solo quello di ieri che si realizza e quello di domani che prende forma. Buon Natale di solocosebelle!”
A Natale tutti sono felici, a Natale tutti sono più buoni, a Natale ci sono le luci colorate che ci ricordano che da qualche parte del mondo c’è qualcuno che ci pensa e che aspetta un nostro pensiero. Il mio augurio di Natale vuole essere banale e routinario, come tutti i messaggi del lunedì, ripercorrendo lo spirito con cui è nato questo blog: non dimenticarsi mai delle persone a cui vogliamo bene.

Ci sono cose che il denaro non può comprare e che nessuno spirito natalizio può materializzare dal nulla. Sono le cose che ci fanno sentire davvero ricchi e non sono circoscritte a un solo giorno dell’anno, ma nascono, crescono e vivono con noi.

Il calore e l’affetto di chi ci sta intorno è l’unica cosa che merita di essere difesa e conservata, perché significa non essere mai soli. È un dono prezioso, che ci aiuta a rendere i nostri dolori più sopportabili e che riesce a moltiplicare le nostre gioie. Dare senso alla nostra vita attraverso quella degli altri è il solo vero atto di egoismo che ci è concesso. E non perché ci è stato tramandato da precetti religiosi, da insegnamenti filosofici o da massime sull'etica e sulla morale. Semplicemente, perché rendere felici gli altri ci fa stare tremendamente bene.


“…anche senza l’albero e i pacchetti da scartare,
anche senza tutta questa festa artificiale,
fosse come gli altri giorni,
il giorno più banale…”

                                           Marco Masini – Il giorno più banale








lunedì 16 dicembre 2013

FERMO AL GIALLO DEL SEMAFORO


SMS del lunedì “BUONGIORNO mattinieri! Sta per iniziare una nuova settimana…in attesa che scatti il verde, viviamoci le cose belle del presente ; ) Buon lunedì a tutti”

È successo a tutti almeno una volta, di sentire la propria vita chiusa dentro confini invisibili, che fanno vedere l’infinito che vi è davanti, ma ci impediscono di raggiungerlo. E sembra una lotta senza tempo, fatta di rabbia, rassegnazione e speranza, in attesa che accada quel “qualcosa” che ridirezioni finalmente la nostra vita. Ci troviamo imprigionati tra un passato a cui abbiamo detto “basta” e un futuro che ci aspetta, ma che sembra non arrivare mai. E presi dalla smania di andare incontro a un cambiamento, siamo incapaci di vedere un presente, che quasi consideriamo inutile e senza significato, ma che è invece l’unica vera realtà che ci è concesso di vivere.

                      
“…il passato è storia,
il futuro è mistero,
ma oggi è un dono…
per questo si chiama presente!”

                                          Da: Kung Fu Panda, 2008



lunedì 9 dicembre 2013

MANI DI CIOCCOLATA


SMS del lunedì “BUONGIORNO mattinieri chiunque voi siate! Perché si può essere diversi nelle caratteristiche, ma uguali per dignità e voglia di vivere. Buon inizio di settimana e solocosebelle ; )”

Il confine tra giudizio e pregiudizio è tanto labile da condizionare non solo i nostri comportamenti, ma anche i nostri sentimenti. La scorciatoia diventa allora il qualunquismo e l’omologazione. Uscire fuori da determinati canoni significa, nell'immaginario comune, distaccarsi e prendere le distanze dal resto del mondo. In realtà, significherebbe solo essere sé stessi. Nessuno può essere uguale a qualcun altro ed è proprio da questo “essere diversi” che si genera la nostra unicità. Eppure a volte è proprio la paura del diverso ad allontanarci. Fino a quando non ti accorgi quanto il diverso sia un prodotto della mente degli uomini e non del loro cuore. Basterebbe riuscire a vedere con l’anima e non gli occhi per capire che si può essere diversi nelle caratteristiche, ma uguali per dignità e voglia di vivere.


“…il cieco fermo sul bordo del marciapiedi aspetta
che qualcuno se ne accorga, rallenti la sua fretta.
E intanto resta immobile lo sguardo spento e fisso,
come se fosse in bilico su di un profondo abisso…”

                                                                     Marco Masini- Dal buio

lunedì 25 novembre 2013

OGGI SI CAMBIA?

SMS del lunedì “BUONGIORNO mattinieri! Una settimana di pausa per provare a cambiare, buttandosi alle spalle quello che non va e tenedo con sé solocosebelle! Buon inizio a tutti : )”

Qualche settimana fa mi sono ritrovata, durante una cena tra amici, a discutere sul significato della parola “cambiare” e a quanto lo stesso sia più o meno applicabile alla vita e al modo di essere di ognuno di noi. Con mio grande stupore mi sono resa conto di quanto io per prima sia davvero “cambiata” nel corso degli ultimi anni, se non addirittura mesi, inglobando nel mio quotidiano uno status, quello del cambiamento appunto, che fino a poco tempo fa aborrivo fortemente. Ho infatti sempre preferito a questo termine, sinonimi quali crescere, migliorare o modificarsi, senza rendermi conto che, la piena realizzazione di una di queste situazioni implica di per sé che all’origine vi sia un cambiamento. Quello che forse fa più paura nell’accettare un cambiamento è molto probabilmente il doversi mettere in discussione, ammettendo di aver sbagliato qualcosa. Fare un passo indietro recitando un mea culpa rischia infatti di demolire le certezze che con gli anni ci eravamo costruiti e ci porta a pronunciare l’irritante frase “aveva ragione Mr X”. Sul momento è un bello schiaffo morale e un vero attacco alla nostra autostima, ma se siamo in grado di analizzare i fatti con la giusta distanza e obiettività, potremmo invece trovare la chiave d’accesso a un mondo misterioso, che fa parte del nostro essere. Spesso ci illudiamo che per cambiare basti semplicemente osservare il mondo da una diversa prospettiva, senza riflettere che il vero cambiamento dovrebbe nascere nella nostra testa e non dal mondo circostante.

Oggi posso dire che cambiare non mi fa più paura.


“…cambiare opinione non è difficile,
cambiare partito è molto facile,
cambiare il mondo è quasi impossibile.
Si può cambiare solo se stessi
sembra poco ma se ci riuscissi
faresti la rivoluzione…”

                                          Vasco Rossi - Cambiamenti

lunedì 11 novembre 2013

CARO BABBO...

SMS del lunedì “Mattinieri BUONGIORNO! Oggi voglio condividere con voi un pensiero per l’uomo più importante della mia vita che mi ha dato solocosebelle: il mio papà che domani compie gli anni :)”
Nella penombra di una stanza piccoli raggi di luce penetrano dai buchi della tapparella, mentre una voce leggera intona filastrocche e versi popolari, cullando un fagottino con la testa appoggiata sulla spalla.

Nella collezione dei miei ricordi è cominciato tutto così. Tu che mi tenevi in braccio e cantavi sussurrando per farmi addormentare, passeggiando avanti e indietro ai piedi del letto. In un buio che non faceva paura. In un vuoto che sentivo sotto i piedi, ma in cui non sprofondavo mai. È così che i tuoi sogni diventavano i miei.

Ho imparato da te che del mare, soprattutto quando è in burrasca, non ci si deve mai fidare. Ma che con la giusta prudenza e determinazione lo si può avvicinare, fino a incontrarlo e imparare a dominarlo. Ho imparato che il sole di marzo, che sembra tenue e innocuo, può far male più di quello estivo, perché rimane nascosto e può ingannarti facilmente. Ho imparato che quando cadi ricorrendo un pallone, non ti fai mai male. Ho imparato che nella vita ci vuole più coraggio a tirare un calcio di rigore che a crescere un figlio.

Poi, in un giorno di metà settembre, mi hai portata per mano in un mondo lontano che sarebbe diventato il mio domani. Col coraggio di chi lascia un pezzo di sé, te ne sei andato via, con una valigia vuota e leggera al posto del cuore. Anni in cui i miei sogni diventavano i tuoi.

Mi osservavi in silenzio, mentre cercavo di mettere uno sopra l’altro i piccoli mattoncini della mia vita. Ed eri orgolglioso e felice per ogni obiettivo che raggiungevo. Mi pensavi da lontano, quando un giorno finiva e il buio della notte scendeva nel silenzo della mia stanza. Ti fidavi delle mie scelte, quando capivi che era arrivato il momento di farmi camminare con le mie gambe e decidere con la mia testa.

E adesso, che guardo il mondo con gli occhi dei grandi e vivo sulla mia pelle sacrifici e paure, capisco e apprezzo l’eroe che sei stato e che sei. E a volte mi sento piccola e indifesa davanti ai grandi giganti della vita. E allora ripenso alla tua voce che mi cullava quando ero piccola e a quella che mi tranquillizza adesso che sono grande.

E tu che mi dici “Non arrenderti mai”.


“…my father said
don’t you worry, don’t you worry child,
see, heaven’s got a plan for you,
don’t you worry, don’t you worry now…”

                                             Swedish House Mafia - Don’t you worry child

lunedì 4 novembre 2013

APPUNTAMENTO COL DESTINO

SMS del lunedì “BUONGIORNO mattinieri! Buongiorno, come se ogni giorno fosse il migliore da ricordare….e solocosebelle da raccontare”
Il sole e i sorrisi lasciano improvvisamente il posto al buio e alle lacrime. Due opposti che in quell’attimo si annullano. È lecito chiedersi: perché? Forse bisognerebbe solo anestetizzare il cuore per un po’ e fare finta di aver sognato. Ma poi ti svegli e ti chiedi ancora: perché? Domanda senza risposta, domanda senza destino. Il suo significato è racchiuso nella vita stessa, che a volte ci spiazza. Ci lascia confusi e increduli davanti a qualcosa che non doveva succedere. E invece è successo. È il suo modo di metterci alla prova. Facendoci anche sbagliare per renderci migliori. E in quel momento l’unico modo per reagire senza sprofondare è assecondare la vita stessa.

Fuggire per difenderci raddoppia soltanto il peso del fardello che dobbiamo portarci addosso. Meglio prenderselo quel dolore, viverselo a fondo, fino a scorticarsi l’anima e far sanguinare il cuore. È una prova di coraggio e soprattutto di vita.

Respirare, contare fino a dieci e poi ricominciare. Senza colpe e senza meriti. Solo per il bene di chi va via e di chi invece resta.

Perché non si è mai pronti per dire addio.


“…voglio però ricordarti com’eri,
pensare che ancora vivi,
voglio pensare che ancora mi ascolti
e che come allora sorridi…”

                                 Francesco Guccini – Canzone per un’amica