lunedì 29 febbraio 2016

LE D.O.P. GENERATION

SMS del lunedì “Buongiorno Mattinieri! Oggi, ieri e domani, generazioni a confronto tra sogni, desideri e una sola certezza: il futuro è nelle nostre mani! Solocosebelle per un inizio che non giunga mai alla fine!!!”


Le generazioni cambiano in accordo con l’epoca storico-politica che le rappresenta e le plasma. Cambiano le abitudini, i mezzi. Cambiano i volti e i nomi. Ma i valori e le emozioni a volte si ripropongono. Se quella dei nostri genitori è stata una generazione più “stanziale” e che ha goduto del benessere economico del secondo dopoguerra, i nostri nonni invece sono stati quelli che per fuggire dalla guerra e dalla povertà hanno scelto la via dell’emigrazione. Paradossalmente la nostra, quella che in tanti definiscono dei “cervelli in fuga”, ha molto più in comune con i nostri nonni che con i nostri genitori. Due generazioni in fuga. Per motivi diversi, ma entrambe lontane dalle loro radici. I nostri nonni probabilmente lo facevano più per necessità, mantenendo viva una nostalgia che li accompagnava per il resto dei loro giorni. Noi lo facciamo per curiosità, per quella dannata voglia di andarci a prendere il futuro che vogliamo piuttosto che accontentarci di quello che ci capita per caso, senza diventare succubi della vita, ma soltanto delle nostre passioni. Tutto ciò non ci darà mai la certezza che i nostri sogni si avverino e che raggiungeremo i nostri obiettivi. Forse non diventeremo neanche persone migliori, ma saremo sicuramente persone diverse. Ci porteremo dietro esperienze che renderanno il nostro bagaglio di vita sempre più pesante. Esperienze positive o negative, ma comunque uniche e degne di essere raccontate e conservate. E perdonateci per la nostra sfacciataggine e strafottenza, non è per ferire qualcuno, ma solo per imparare a guardare in faccia la paura e difenderci da lei quando ci minaccia. Sicuramente non siamo più bravi di altri e forse neanche più coraggiosi. Siamo solo affamati di un futuro che vogliamo costruirci con le nostre mani.
Come i nostri nonni, da cui forse abbiamo ereditato il valore più grande: quello di sognare e fantasticare.


“…Now we are not afraid
     Although we know there’s much to fear
    We were moving mountains
   Long before we knew we could…”

Whitney Houston and Mariah Carey – When you believe






lunedì 15 febbraio 2016

ORGOGLIO E PREGIUDIZI (sognavo la vita che ho!)

SMS del lunedì “Buongiorno mattinieri! Vivendo ogni giorno come se non ci fosse un domani, vivendo ogni giorno come se il nostro domani fosse già oggi!”


Non sono una nostalgica, ma ogni tanto mi piace guardarmi alle spalle e ripercorrere le tappe e i momenti della mia vita passata che mi hanno portato a essere quello che sono oggi. E a volte mi sento terribilmente “vecchia”,  se penso al senso di serenità e pace con me stessa che mi appartiene ormai da un paio d’anni. Una condizione che tante persone inseguono per una vita intera, senza mai riuscire a raggiungere, o che assaporano solo quando i loro giorni volgono al termine. Ecco, in questo mi sento vecchia. Posso vantarmi ogni giorno di non avere rimpianti ed essere felice. E posso farlo dal basso dei miei quasi 35 anni. Non so perché la vita abbia deciso di essere così generosa proprio con me. Continuo a chiedermelo tutti i giorni e ancora non trovo una risposta. E me lo chiedo soprattutto quando penso a come ero 15 anni fa e a come sono adesso. Non che come persona sia cambiata radicalmente, ma i traguardi che ho raggiunto li ho sempre considerati fuori dalla mia portata. Ero una studentessa universitaria che si barcamenava tra l’affitto e gli esami, con la responsabilità e il senso di colpa di essere un mutuo vivente per la sua famiglia. Avevo solo due cose che mi ero portata dietro nel mio piccolo bagaglio: la passione e la perseveranza. Poca roba, pensavo allora. Guardavo quasi con invidia i miei coetanei “figli di” e con grande ammirazione quelli bravi e brillanti. Io il futuro che volevo potevo solo sognarlo. Sapevo e mi convincevo, che in un sistema come quello per andare avanti dovevi trovarti, per caso o per merito, in una corsia preferenziale, con le conoscenze giuste o con un’intelligenza fuori dal comune.
Io non ho avuto né l’uno né l’altro. E mi è mancata, e mi manca tutt’ora, anche la presunzione e la sfacciataggine di andare da uno che conta e dirgli guardandolo negli occhi: “Scegli me, perché io sono la migliore”. Ho costruito pazientemente la mia vita mattoncino dopo mattoncino, ristrutturando quando uno scossone ne abbatteva qualcuno e migliorando per non ricadere nelle intemperie del tempo che passa. Oggi mi sento orgogliosa e fiera di me stessa, perché so che quello che ho raggiunto me lo sono guadagnato solo con il sudore e con la passione per ciò che faccio. Ma non per questo mi reputo migliore degli altri e mi sento esulata dal dire grazie. Anzi, nutro tutt’ora grande stima e rispetto per chi può insegnarmi cose nuove. Perché ho ancora molto da imparare. Forse troppo. E ho una riconoscenza infinita per chi ha, o ha avuto, la pazienza e la voglia di darmi fiducia e darmi la possibilità di creare il mio cammino. Sognavo la vita che ho. E adesso so che posso anche permettermi di sognare quella che verrà.


“…This is real, this is me
     I’m exactly where I’m supposed to be, now…”

Demi Lovato – This is me

lunedì 1 febbraio 2016

UN'ANIMA IN DUE



SMS del lunedì “Buongiorno Mattinieri! Come il sole e la luna, fratelli e sorelle sono indivisibili nella loro natura. L’uno ha bisogno dell’altro per avvicendare i giorni di un miracolo chiamato vita. Buon inizio a tutti i fratelli ; )”



Il legame tra fratelli resta uno dei misteri più sublimi che la vita ci racconta. Semplice e complesso allo stesso tempo. A volte estremamente difficile. Ma unico nel suo genere. È un legame che dura una vita intera e l’unico in grado di vincere la morte. Chi non ha fratelli si perde il dono più grande che la vita possa fare. Perché un fratello non si sceglie, non si chiede, non si compra. Un fratello arriva e diventa automaticamente la continuazione della tua stessa vita. A volte te lo ritrovi lì, già presente ad accettarti incondizionatamente e ad amarti sopra ogni cosa. Avere un fratello significa non essere mai soli. Significa poter contare, in qualsiasi istante, su un te stesso che non sei tu. Un fratello lo senti anche quando non parla, ne condividi gioie e dolori come se li vivessi sulla tua pelle, lo senti presente anche quando è lontano. È l’angelo che veglia il tuo sonno, è il sole che ti sveglia ogni giorno, è il buio della notte che non fa paura. Un fratello non sarà mai completo senza la sua metà. Quel pezzo della tua stessa anima che rimane sigillato in un corpo che non è il tuo, che si nutre dello stesso cuore e guarda la stessa stella con occhi diversi.



“…You lived inside my world so softly
     Protected only by the kindness of your nature
    You are my sister
   And I love you
   May all of your dreams come true...
”
Antony and the Johnsons – You are my sister






venerdì 1 gennaio 2016

UN ANNO BUONO


SMS del lunedì “Buon anno a tutti i Mattinieri e non solo! E che sia un anno colmo di felicità e di solocosebelle ; )”


Anno buono, o meno buono. Momenti belli e meno belli. Gioie, dolori, difficoltà e soddisfazioni. Ogni attimo è caratterizzato da un significato e dal suo contrario. Vedere le cose belle dipende solo da noi. Dalla nostra voglia di essere felici, dal nostro modo di vivere il presente sorridendo e guardare al futuro con la capacità di riuscire a stupirci per le piccole cose quotidiane e trovare sempre la forza di credere nei nostri sogni.

Che ogni fine e ogni inizio coincidano con la realizzazione dei nostri desideri!


“…I’ll spread my wings and I’ll learn how to fly
     I’ll do what it takes til’ I touch the sky
    And I’ll make a wish…”
                                                  Kelly Clarkson - Breakaway




venerdì 25 dicembre 2015

UN NATALE DIVERSO


SMS del lunedì “È Natale quando le piccole cose diventano belle. È Natale quando le cose semplici sovrastano quelle grandi. È Natale ogni giorno che qualcosa di insignificante ci rende felici”


C’è un Natale diverso. Un Natale che non è Natale. O forse lo è più di tutti gli altri. È il Natale di chi al posto delle luci colorate vede i fari del suo furgone accendersi per iniziare la sua notte di lavoro. Il Natale di chi al posto delle nenie e delle musiche è avvolto solo dal silenzio. Il Natale di chi non ha vicino i propri cari per abbracciarli e sorridere insieme, e vive questa notte magica come la più lunga della propria vita. Il loro è un Natale diverso perché è dimenticato da “quelli” del Natale normale…quelli dell’albero grande e alla moda, quelli con le luminarie più belle del vicino, quelli che aspettano il 25 dicembre per dire “ti voglio bene” e si segnano sul loro libro nero chi non ricambia gli auguri. Eppure gli altri, quelli del Natale diverso, fatto di silenzio e solitudine, non si dimenticano mai di regalare un buon giorno e un sorriso quando smontano dalla loro notte comune di lavoro. Hanno la pazienza di risponderti sempre se chiedi un’informazione anche se non dormono da 24 ore. Hanno la dignità di chi lascia da solo il proprio figlio per la notte di Natale per andare a lavorare e garantirgli un futuro. Sanno apprezzare e commuoversi di gioia per un biglietto sgualcito lasciatogli da un estraneo con sopra scritto a penna Buon Natale.

Sono quelli del Natale diverso. Ma anche del Natale più vero.


“…when the broken harted people     
      living in the world agree               
      There will be an answer, let it be…”
                                               Beatles - Let it be



lunedì 16 novembre 2015

LA CARICA DEI 101..



SMS del lunedì “Mattinieri BUONGIORNO!!! Tra risate, sorrisi, riflessioni e solocosebelle, il nostro blog è arrivato a quota 101! Auguri a tutti noi e altri 101 di questi post! Buon inizio a tutti ; )”

Sono trascorsi più di due anni dall’apertura di questo blog. Un post a settimana con qualche periodo di riposo a intermittenza, ma sempre con la voglia di raccontarvi qualcosa e condividere con voi un pezzetto della mia vita. E così siamo giunti oggi al post numero 101. Non ho mai creduto ai numeri e alle classifiche. Non sono mai stata una da prima posizione sempre e comunque. Quello che conta non è il risultato in sé, ma ciò che esso trasmette e il modo in cui viene raggiunto. Ci sono traguardi eccelsi che restano vuoti, arrivati in modo scontato o per il solo gusto di dire “sono meglio degli altri”. E poi tutto finisce lì. Io ho sempre cercato altri tipi di consensi, da me stessa e soprattutto dalla vita. E ho sempre riconosciuto come unica forma di competizione quella con me stessa, come mezzo per migliorarmi. Questo blog è stato il mio primo tentativo di condividere con l’esterno una passione tutta mia, quella per la scrittura, ma non con l’obiettivo di raggiungere visibilità e approvazione, quanto piuttosto per mettere a nudo la mia passione e affrontare la paura del giudizio esterno. E questo per me è stato già un traguardo. Poi, con il tempo, se ne é aggiunto un altro molto più importante. Quello che supera il numero di visualizzazioni, i like su Facebook o i retweet. Mi sono sempre sforzata di scrivere mettendo davanti a tutto l’onestà e la dignità intellettuale, senza mai avere la presunzione di definirmi scrittrice, ma semplicemente “una a cui piace scrivere”. Perché è questo che sono realmente e non me ne vergogno, nè ho alcuna remore ad ammetterlo. Ma, allo stesso modo, ho sempre preteso dai “miei” lettori, la stessa onestà e dignità. Non ho mai scritto sfruttando episodi di opinione pubblica che fanno leva sul sentimentalismo strumentalizzando le emozioni. Non è il mio modo di essere, nè tantomeno di scrivere. Ho voluto, più semplicemente, provare a raccontare le cose belle che arrivano al cuore di tutti. E la nicchia dei “miei” lettori è la mia reale ricompensa, perché come ho detto più volte, io mi limito solo a mettere insieme le parole per un egoistico senso di piacere, ma a dargli spessore e importanza siete unicamente voi, decidendo, in totale libertà, se dedicargli parte del vostro tempo e, indirettamente, anche un pezzetto delle vostre vite. È questa l’onestà di cui parlo e per la quale nutro un infinito rispetto. 
Perchè fino a quando ci sarà anche una sola persona che leggendo questo blog, riuscirà a trovare in esso un sorriso o un motivo di spensieratezza, si immedesimerà nelle sue parole sentendole proprie, è per quella sola persona che continuerò a scivere. E non si offendano tutti gli altri, ma dei giudizi finti e dei sorrisi di plastica non ne ho mai avuto bisogno. Nella scrittura, come nella vita.


“…For what is a man, what has he got?
    If not himself, then he has naught
   To say the things he truly feels
   And not the words of one who kneels
  The record shows I took the blows
  And did it my way!..”
Frank Sinatra – My way