lunedì 5 agosto 2013

IL BLOG CRESCE...

SMS del lunedì "Cari mattinieri BUONGIORNO! Prima delle ferie estive un piccolo regalo: due nuove sezioni del blog tutte dedicate a voi! Buon inizio di settimana e solocosebelle ; )"

Cari mattinieri, sono trascorsi poco più di quattro mesi dall'apertura di questo blog, e non mi sarei mai aspettata di ricevere tanto calore e partecipazione da parte vostra. Ho quindi pensato di ricambiare tanto entusiasmo aprendo sul blog due nuove sezioni.

La prima si chiama BIBLIOTECA DEI MATTINIERI e nasce dal mio amore per i libri e per la lettura. L’idea è quella di dare suggerimenti sui libri da leggere riportando quella che è stata la nostra personale esperienza di lettori e dire molto banalmente perché un determinato romanzo (o libro di altro genere) ci è piaciuto e perché lo vorremmo consigliare.

La seconda, LA VOCE DEI MATTINIERI, è tutta dedicata a voi! In questa sezione tutti gli appassionati di scrittura (e non solo) potranno vedere pubblicate le loro “creature”. Poesie, racconti, pensieri e tutto ciò che vi piacerebbe dire pubblicamente, troverà libero sfogo nel nostro blog.

Allora cosa aspettate? Vi aspetto numerosi ; )


“…the graph on the wall
tells the story of it all
picture it now see just how
the lies and deceit
gained a little more power…”

                                      Depeche Mode - Everything counts

lunedì 29 luglio 2013

BELLI NONOSTANTE...

SMS del lunedì “Buondì mattinieri! Oggi diamo un po’ di numeri…3 le ore di sonno alle spalle, 200 i metri da percorrere per raggiungere il maledetto binario 20bis, 12 i giorni che mi separano dalle tanto attese ferie e solocosebelle nonostante tutto ; ) Buon inizio a tutti!”
Ci sono momenti che sembrano vuoti e insignificanti. Quelli in cui ti abbandoni a disquisire sulla vita nella totale superficialità, in una serata tra amiche incorniciata da un paesaggio di luci e riflessi che taglia il fiato. Poi le parole cominciano a scorrere veloci come l’acqua del fiume che ti sta alle spalle e si mescolano alle risate, agli sguardi spensierati e sembrano vivere di vita propria. In apparenza sembrano discorsi vuoti e di scarsa importanza. In realtà, la banalità di quei momenti nasconde un valore aggiunto che è dato dalla spontaneità del cuore che bypassa la razionalità del cervello e li rende molto più autentici di quanto immaginiamo.

Proprio in questi momenti, in cui hai l’impressione che il mondo intorno a te continui ad andare avanti con tempi molto più rapidi dei tuoi, mentre provi a rimetterti “in pari” nella totale disincronia mentale, puoi scoprire bellezza e affinità di chi ti sta accanto e ti ascolta mettendo da parte giudizi e opinioni.

Sono i momenti più semplici, ma anche i più belli, perché riesci a cogliere il confine tra l’essere e l’apparire.


“Nella vita riesco a essere tanto ordinata e metodica nel lavoro quanto maledettamente incasinata nell’amore…”  (cit.)
                                                                                                                                       

lunedì 15 luglio 2013

WORK IN PROGRESS...

SMS del lunedì “Mattinieri BUONGIORNO! Il continuo divenire del tempo ci avvisa che oggi è già lunedì…diverso da ieri, diverso da domani, ma come ieri e come domani, sempre ricco di solocosebelle! Buon inizio di settimana a tutti ; )”
Esco e trovo a ogni angolo un cartello triangolare giallo con un omino che ha in mano una pala: lavori in corso. E’ lo specchio di un mondo che non si ferma mai.

Illudendomi di potermi sottrarre per qualche ora alla frenesia quotidiana, comincio a vagare senza meta per il centro di una Roma assolata e sempre generosa nel mostrare ogni volta qualcosa di nuovo di sé, con la sola compagnia del mio inseparabile iPod che spazia da De Andrè agli Smiths, dai Fun a Bob Dylan, passando per Anthony and the Johnsons e Alicia Keys. Sonorità diverse che sembrano raccontare quello accade intorno.

Pezzi di storia gloriosa “baciati” dalle minuscole Converse blu di un bimbo che si affaccia alla vita muovendo i suoi primi passi, immortalano, come in un’istantanea fotografica, il continuo divenire di un passato lontanissimo e di un futuro che deve ancora arrivare. Ieri come oggi, oggi come domani. Su quella stessa strada che col tempo si è evoluta da fango a cemento, da cemento ad asfalto e mattonelle, sono passati gli uomini che hanno davvero reso grande l’umanità. Quelli senza stemmi e onorificenze da ostentare, gli eroi anonimi che camminando tra la polvere, hanno lasciato spontaneamente gli insegnamenti più veri e universali da tramandare ai posteri. Semplicemente uomini felici di aver vissuto il loro tempo come meglio potevano.

E tu, lì nel mezzo, come un osservatore silenzioso che da dietro le quinte aspetta il momento di entrare in scena. Voce narrante che ha il privilegio di essere allo stesso tempo fuori e dentro la storia.

Finalmente mi decido e torno a casa. Apro la prima pagina della mia agenda e c’è un post-it giallo che mi ricorda lo stato della mia vita…


“… if there's something you'd like to try
If there's something you'd like to try
Ask me I won’t say no, how could I?...”
                                             
                                        The Smiths - Ask me

lunedì 1 luglio 2013

LA CORSA DELLA VITA


SMS del lunedì “Pronti, partenza…VIA! Inizia oggi un nuovo mese che ci porterà sole, mare e tanto amore…insomma un trofeo di solocosebelle! Chi arriva primo? Buon inizio a tutti i mattinieri e non solo ; )”

Da grande fanatica di automobilismo quale sono, mi ha sempre affascinato l’idea di paragonare la vita a una gara di Formula Uno. I punti in comune che la mia mente un po’ perversa riesce a scorgere in due concetti così diversi sono essenzialmente due: l’unidirezionalità obbligata del percorso e l’impossibilità di fermarsi e abbandonare la gara, salvo eventi eccezionali, prima della fine.

La vita può essere vissuta solo in avanti e non c’è possibilità alcuna di “mettere la retromarcia”. Guardare indietro può essere utile per capire gli errori fatti, meditare sulle strategie di successo e ridirezionare il proprio presente verso il buon raggiungimento degli obiettivi futuri. Fermarci non ci è concesso, anche se a volte succede. Succede senza che ce ne accorgiamo o senza che possiamo far nulla per porne rimedio. Succede, in rari casi, anche per scelta.

Come in una gara automobilistica il risultato più gratificante è la vittoria, ma quello più importante è raggiungere il traguardo, animato da quella voglia disperata di arrivare alla fine sempre, in qualunque condizione, per conquistare qualcosa che è molto di più di una vittoria o un piazzamento. E per farlo quello che conta non è solo la velocità di punta, ma la capacità di saper bilanciare frenate e accelerazioni attraverso curve, tornanti e rettilinei. Devi capire qual è il momento giusto per fermarti a fare rifornimento e cambiare gomme, evitando di rimanere imbottigliato nel traffico ed essere pronta agli imprevisti, contando solo sulle tue capacità e avendo consapevolezza dei limiti tuoi e della tua vettura.

Ecco in definitiva cos’è la vita (secondo me): una corsa continua per rincorrere e raggiungere ogni tuo sogno.


“…questa volta era per me che correvo. Presi il casco e mi avviai verso la pista, ricordando quello che mi disse prima di morire: “Quando sei su una pista, non devi mai guardare indietro, ma devi andare avanti, sempre al massimo delle tue capacità, cercando di ottimizzare di giro in giro la traiettoria, in modo tale da farla risultare ogni volta come la più consona alle condizioni di pista, della vettura e di te stesso in quello specifico frangente di tempo. Solo quando sarai passato sotto la bandiera a scacchi potrai voltarti e vedere cosa è successo alle tue spalle.
E poi ricorda sempre, quella corsa è come la tua vita: non puoi tornare indietro e se ti fermi hai perso”.

                                                                                  (da: Rincorrendo un sogno – “opera” inedita ; )







lunedì 24 giugno 2013

GLI ESAMI NON FINISCONO MAI: IL TRAGHETTATORE DI SOGNI


SMS del lunedì “Mattinieri BUONGIORNO! È tempo di esami in questa prima settimana d’estate…esami di maturità, esami universitari, esami di vita che non finiscono mai! Buon inizio a tutti e solocosebelle ; )”
Lunghi corridoi bui e silenziosi. Tante teste chinate sui libri per sfruttare i pochi minuti rimasti e continuare a incamerare informazioni nella testa. Un’altra pagina ancora, un altro paragrafo, un’altra parola. Sguardi tesi e orecchie attente a captare il rumore dei passi che si avvicinano percorrendo quel corridoio. E nel frattempo la tua mente ripercorre l’ultima settimana: ripetere, ripetere, ripetere. E adesso ti chiedi perplessa: ripetere cosa, come, perché? E appena vedi il tuo “aguzzino” comparire nel corridoio pensi se sei davvero pronta per essere giudicata, se sarà davvero in grado di giudicarti, se finirà bene o male, se…

Hai un solo obiettivo nella mente e nel cuore: difendere il tuo sogno, quello di bambina, adolescente, adulta. Difendere il sogno della vita, difendere il sogno di una vita, difendere un sogno che è la tua vita.

Poi, quasi magicamente, passano gli anni e come in un dejà vu ti ritrovi ancora su quel corridoio…ma questa volta sei tu a percorrerlo e quello che anni prima ti sembrava uno spazio interdetto diventa adesso così familiare. Ed è un esame ancora più difficile, perché questa volta sei chiamato tu a giudicare.
Paradossalmente, cambia il contesto, ma le domande che ti poni sono sempre le stesse, anche se capovolte: sono davvero pronta per giudicare? Essere giusta, ma tollerante. Premiare il merito e punire il demerito, senza però illudere, deludere o demotivare. E pensi a raffica: cosa farò? Come lo farò? Perché? Rifletti sui tuoi interrogativi e capisci che in quel momento tu hai in mano i loro sogni, tu hai in mano le loro vite. E allora parte la lunga processione di visi tesi, sguardi persi nel vuoto, parole che si susseguono e mani che si muovono nervosamente.

Tu e loro per un attimo come un tutt'uno, per difendere un sogno che è il loro sogno, ma che in quel momento, diventa un po’ anche il tuo.


“…gli esami sono vicini
e tu sei troppo lontana dalla mia stanza…”

                                          Antonello Venditti - Notte prima degli esami

lunedì 10 giugno 2013

QUELLA VOLTA CHE...

SMS del lunedì “Buondì mattinieri! Oggi non me ne va una giusta: caffè rovesciato, tassinaro invadente e treno in ritardo di 40 minuti…almeno mi consolo con un bel cornetto alla nutella : ) Se una giornata inizia storta pensa che potrà solo andare meglio e quando meno te lo aspetti trovi solocosebelle! Buona settimana a tutti!”
Il tempo scorre. Passano le ore, i giorni, le settimane, ma la tua mente ritorna sempre a quell’attimo. Come se in quell’attimo il tempo si fosse fermato. C’è una grande stanza in penombra, un divano nero e tanta gente che chiacchiera. Ci sono i sorrisi di facce amiche, ci sono candele e lampade sparse a illuminare il tuo piccolo giorno di gloria.

E c’è anche un desiderio che resta nascosto. Ogni tanto si affaccia. Bussa alla tua mente, ma non trova risposta. Bussa al tuo cuore per trovare sollievo. Si perde tra i ricordi del passato e viene soffocato dal presente.

E quando ormai davvero non te lo aspetti più, il desiderio si avvera e il sogno prende forma proprio davanti ai tuoi occhi. Il tempo si ferma e quell’attimo cattura l’eterno.


“…sempre e per sempre tu, ricordati,
dovunque sei, se mi cercherai
sempre e per sempre
dalla stessa parte, mi troverai…”

                                         Francesco De Gregori - Sempre e per sempre

lunedì 3 giugno 2013

SEGNI INDELEBILI


SMS del lunedì “Mattinieri BUONGIORNO! Il mese di giugno nella capitale inizia all'insegna del sole…che sia un “segno” dell’estate che si avvicina? Buon inizio di settimana a tutti e solocosebelle!”


Ognuno di noi conserva scolpito nella propria anima una persona, un ricordo, un’emozione, un modo di essere, insomma qualcosa di speciale che vorrebbe tenere sempre con sé.

Legarsi a qualcosa di materiale e tangibile è fin troppo facile e naturale, riuscire a “catturare” una sensazione sembra, a volte, un’impresa titanica. Ci circondiamo quotidianamente di oggetti più o meno utili a cui ci attacchiamo quasi morbosamente solo perché la loro materialità ci rassicura sul fatto che esistano davvero.  Ma dietro ognuno di essi si nasconde qualcosa di più intimo che associamo a un legame puro e forte.

Una sensazione non si vede, non si tocca, non si ascolta. Resta chiusa dentro il tuo cuore e dentro la tua anima. E alla fine di tutto ti senti come un albero sul cui tronco sono stati incisi tanti piccoli segni. Segni che col tempo sono diventati un tutt'uno con la sua corteccia conferendogli quel senso di unicità. E tanto più frequenti saranno le esperienze fatte nel corso della nostra vita, quanto più pesante sarà il nostro bagaglio di segni invisibili che tireremo fuori quando ne avremo bisogno. Ognuno al momento giusto. Tante piccole cicatrici di ferite oramai rimarginate, ma che riescono a farti battere il cuore e lasciarti un nodo allo stomaco ogni volta che le ricordi e ne ripercorri la storia. Una scintilla dietro l’altra che porti dentro e che non ti lascia mai solo. Qualcuna ti fa sorridere, qualcun’altra ti fa piangere, ma tutte ti ricordano, in ogni momento, quanto sia bella la vita.

Questi sono i ricordi. Sulla tua pelle piuttosto che nel tuo cuore, destinati a rimanere e non andarsene più.


“...I’ve got you under my skin                                          
    I’ve got deep in the heart of me
   So deep in my heart that 
   you’re really a part of  me
   I’ve got you under my skin…”
         
                             Frank Sinatra - I’ve got you under my skin

lunedì 27 maggio 2013

PERSONA GIUSTA O SITUAZIONE SBAGLIATA?


SMS del lunedì “BUONGIORNO a tutti i mattinieri e non. Inizia una nuova settimana, lunedì è il primo pezzo…cerchiamo gli altri 6 e concludiamo l’opera con solocosebelle! Buon inizio a tutti : )”

Due sconosciuti scelti quasi a caso nel mondo per diventare un tutt'uno. Ma quanto è facile sbagliare e quanti ostacoli bisogna superare prima di essere certi di aver fatto la “scelta” giusta?

LEI nel tempo libero fa puzzle, LUI è appassionato di mosaici.

Il fine è lo stesso: mettere insieme tanti piccoli pezzi per crearne uno solo più grande. Il metodo di realizzazione è completamente diverso.

I pezzi di un puzzle sono infiniti, ma possono avere una sola combinazione. Inizi dal primo e poi passi in rassegna tutti gli altri fino a quando non trovi quello “giusto”. Segui un’immagine che hai davanti e che dovrà essere il risultato finale. In realtà c’è poco spazio per la creatività e per l’inventiva.

La tecnica del mosaico impone tanta pazienza, rigore e flessibilità al tempo stesso. Le tessere non combaciano mai completamente. Bisogna ora smussare un angolo di qua, ora riempire una fessura di là. Non c’è perfezione nell’esecuzione, perché è di per sé un’opera “imperfetta” che non conosce simmetrie. Segui un’idea che col tempo si modifica, si evolve e si arricchisce di particolari. Non sai mai quale sarà il risultato finale, ne hai solo una vaga idea chiusa nella tua mente, che si serve delle tue mani per prendere forma, prescindendo dalla tua volontà e assecondando il libero movimento ed equilibrio di ogni singola tessera. E alla fine ti accorgi che il risultato è sublime.

Il mosaico difficilmente lo rompi. Le tessere sono talmente cementate una all’altra che è impossibile separarle tutte. E anche quando riesci a frantumarlo, ti resta sempre un pezzo. Un pezzo da cui puoi ripartire, aggiungendo nuove tessere per reinventarsi qualcosa di nuovo, più bello e più grande di prima. Il puzzle puoi romperlo e ricostruirlo, romperlo ancora e costruirlo di nuovo. Ma è sempre uguale.

LEI ha fatto tanti puzzle nella sua vita. Tutti diversi, ma nessuno che si distingue dagli altri.

LUI ha creato un solo mosaico…il suo capolavoro!


“…LOVE is all that I can give to you
LOVE is more than just a game for two
two in love can make it
take my heart and please don't break it
LOVE was made for me and you…”

                                               Nat King Cole – L-O-V-E

lunedì 20 maggio 2013

…E ADESSO SONO IO CHE GUARDO IL CIELO CON IL NASO ALL’ INSÙ


SMS del lunedì “Oggi per voi un BUONGIORNO felino da parte di tutti i nostri amici a quattro zampe, che ogni giorno ci insegnano solocosebelle senza che noi ce ne accorgiamo. Buon inizio di settimana a tutti!”

Era il 13 luglio del 2002 quando Lenticchia, gattina soriana dagli occhi verdi, dava alla luce, in un appartamento della periferia romana, la sua seconda cucciolata. Cinque, erano cinque splendidi cuccioli. Tutti diversi, tranne le due gemelline tigrate, Alice ed Hellen, appunto. Poi c’era Birba, dal mantello bianco e nero e la sofisticata Bianchina, beige chiarissimo con due macchie color caffellatte sulla testa e sulla parte finale della coda. E infine c’era lui, Ultimo. Oltre ad essere l’ultimo nato della cucciolata, cosa a cui doveva il suo nome di battesimo, era anche, tra tutti i gattini, quello più pauroso e meno socievole. “Perché andarsene in giro ad esplorare il mondo, quando si può stare comodi nel proprio cesto in compagnia di mamma gatta?” Questa era un po’ la sua filosofia, tanto che fu uno degli ultimi micetti a lasciare casa. Eh sì, perché nessuno voleva un micio un po’ tonto e per di più con mezza faccia grigia! Nessuno, tranne la famiglia che decise di adottarlo. In verità bisogna dire che non fu tanto questa famiglia a scegliere Ultimo, quanto piuttosto fu lui a scegliere loro. Il fatto è che la prerogativa assoluta era quella di avere un gattino maschio, ed essendo Ultimo l’unico maschietto della cucciolata, non è che ci fosse poi quest’ampia scelta! Così, quando fu finalmente in età giusta per “lasciare il nido e spiccare il volo”, salutate mamma Lenticchia e la sorellina Birba, che aveva invece deciso di rimanere nella sua casa di nascita, si preparò al lungo viaggio che da Roma, l’avrebbe portato in Calabria, per iniziare una nuova vita con la sua nuova famiglia.

Così ben presto diede prova di essere un gattino vivace e curioso, dalla spiccata intelligenza, fino a far ricredere quanti lo avevano preso in giro quando era piccolo, dimostrando come di grigio non aveva solo la faccia, bensì tanta “materia” nel cervello.

Una cosa che Ultimo era solito fare, era rimanere per ore immobile a guardare il cielo. Standosene comodo, nella tranquillità della sua casa, riusciva a scorgere l’infinito del mondo che lo circondava. Guardava le rondini passare, provando a immaginare da quale terra lontana provenivano o dove erano dirette. Seguiva le foglie degli alberi dondolare appese ai rami e le ammirava nella loro trasformazione cromatica, a seconda della stagione dell’anno in cui si trovava. Guardava le stelle, guardava la luna e fantasticava sul suo futuro. Così ogni giorno era un’avventura alla scoperta di tanti nuovi pezzetti di mondo, avvincente ed emozionante e senza niente da invidiare ai suoi conspecifici randagi. La sua libertà era la fantasia e l’immaginazione. Poteva osservare qualsiasi cosa gli succedesse intorno senza la preoccupazione di doversi nascondere dai predatori o procacciarsi il cibo. E lo faceva per intere ore, fino a quando, la voce familiare dei suoi bipedi adottivi, richiamava la sua attenzione. E allora cominciava il trionfo di fusa e miagolii, come se volesse renderli partecipi dell’avventura che aveva appena vissuto.

Otto anni trascorse insieme alla sua famiglia. Otto lunghissimi anni che, per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, sono sembrati troppo pochi per quel batuffolo di pelo con mezza faccia grigia. Perché quel piccolo “quadrupede non-umano”, è riuscito a lasciare insegnamenti degni dei più illustri professionisti e acculturati professori.

E lo ha fatto dall'inizio alla fine. Sì, perché anche per andarsene, è come se avesse scelto il momento “migliore”, non per lui, ma per la sua amata famiglia. Poteva decidere di andarsene nel silenzio e nella tranquillità della notte, nella comodità del suo divano, lontano da sguardi indiscreti, come sono soliti fare quasi tutti i gatti. E invece ha preferito il freddo dell’acciaio di uno sconosciuto lettino veterinario.

Non aveva il silenzio della sua casa, non aveva la comodità del suo divano. Ma non gli interessava molto di ciò. Aveva comunque accanto la cosa più importante: il calore e l’affetto della sua famiglia.

E adesso, ogni tanto, mi piace immaginarlo a scorrazzare su quello che chiamano Il Ponte dell’Arcobaleno, una sorta di Paradiso degli animali. Ed è come se i ruoli si fossero invertiti, perché adesso sono io che guardo il cielo con il naso all'insù.



“…Alice guarda i gatti
e i gatti girano nel sole
mentre il sole fa l'amore con la luna…”

                                               Francesco De Gregori - Alice



lunedì 13 maggio 2013

LA FELICITÀ

SMS del lunedì “Oggi finalmente sono uscita di casa che è già chiaro e questo mi rende felice…Se imparassimo a guardarci intorno più spesso ci accorgeremmo di quanto siano infinite e semplici le ragioni per essere felici e, con la stessa semplicità ci stupiremmo di come non ce ne sia nemmeno una per non esserlo! Buona settimana di solocosebelle : )”
Spesso mi accorgo di come la parola felicità o in generale l’essere felice venga considerato come una sorta di stato di grazia riservato a pochi eletti e a cui si può accedere solo in circostanze esclusive. Alla domanda “Sei felice?” in tanti rispondono dicendo frasi del genere “Felicità è un parolone, diciamo che ci si accontenta”.

Felicità non è sinonimo di perfezione, ma rappresenta piuttosto uno stato di benessere dell’anima più o meno transitorio. Questo significa che anche nei momenti più difficili si può comunque essere felici. Sta a noi decidere se esserlo oppure no. Ogni volta che pensiamo alla felicità come un mostro sacro inaccessibile e inarrivabile, non facciamo altro che privarci di qualcosa che invece è ogni giorno alla nostra portata.
Basterebbe mettere da parte i tanto contorti e filosofeggianti moralismi sull'essere e sull'avere, per renderci conto di come la felicità non solo non è vero che non è per tutti, ma non è neanche così labile e fuggevole come spesso vogliono farci credere. Se imparassimo a guardarci intorno più spesso ci accorgeremmo di quanto siano infinite le ragioni per essere felici e, con la stessa semplicità ci stupiremmo di come non ce ne sia nemmeno una per non esserlo.

Possiamo provare gradi diversi di felicità, ma qualsiasi cosa o persona che ci circonda ne può essere motivo. La felicità è un dono che facciamo a noi stessi e non ha bisogno di essere spiegata.
Cerchiamo la felicità negli antri più oscuri di un mondo materiale. Cerchiamo qualcosa che è già dentro di noi. Perché la vera felicità da seguire è la consapevolezza di esistere ed essere ogni attimo a contatto con una vita imprevedibile, incontrovertibile, a volte straziante, ma comunque meravigliosa, perché ci permette di essere, anche poco, anche pochissimo, ma sempre un po’ più di niente.


“…in every life we have some trouble
when you worry you make it double
don’t’ worry, be happy…”

                                Bobby McFerrin - Don't worry, be happy